Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel caso Yara Gambirasio
Nuovi accertamenti su reperti e campioni biologici nel caso Yara Gambirasio, il Tribunale di Bergamo valuta la richiesta di rianalisi.

Il Tribunale di Bergamo, presieduto da Patrizia Ingrascì, si appresta a valutare una richiesta di rianalisi di reperti e campioni biologici nel caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, una tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata senza vita il 26 febbraio 2011 in un campo incolto di Chignolo d’Isola. La richiesta, avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, riguarda l’autorizzazione allo svolgimento di accertamenti tecnico-scientifici su elementi tuttora esistenti, tra cui indumenti e tracce biologiche legate alla vittima. L’istanza è stata presentata il 5 ottobre e dovrà essere discussa in camera di consiglio.
Accertamenti su tracce genetiche e indumenti
La difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha chiesto l’esame di reperti che potrebbero fornire nuove informazioni. In particolare, l’attenzione è rivolta all’area degli slip della vittima, dove fu rintracciata la traccia genetica 31G20, che ha dato origine al profilo del DNA della piccola e di chi l’ha uccisa. Questa traccia fu fondamentale per la condanna del muratore di Mapello, ma i difensori sostengono che ulteriori analisi potrebbero chiarire aspetti non ancora esaminati.
La richiesta di rianalisi è stata avanzata quasi sei anni dopo la prima richiesta, quando la difesa ha avuto accesso al profilo genetico di Yara Gambirasio e a quasi 25mila campioni raccolti durante la caccia all’assassino. Questi dati, insieme alle immagini dettagliate degli indumenti che la vittima indossava, costituiscono un patrimonio di informazioni che potrebbe essere ulteriormente sfruttato per una revisione.
La difesa ha espresso un certo imbarazzo e dubbi riguardo a quanto è stato visto e documentato.
Imbarazzo e dubbi dei difensori
La difesa ha espresso un certo imbarazzo e dubbi riguardo a quanto è stato visto e documentato. Gli avvocati hanno affermato che, dopo aver osservato le foto ad alta risoluzione degli indumenti e dei reperti, non riescono a credere a quanto è stato ritenuto sufficiente per condannare Bossetti. La richiesta di nuovi accertamenti nasce da questa insoddisfazione e da un desiderio di chiarimento su elementi che potrebbero influire sulla verità del caso.
La richiesta di rianalisi è stata avanzata quasi sei anni dopo la prima richiesta, quando la difesa ha avuto accesso al profilo genetico di Yara Gambirasio e a quasi 25mila campioni raccolti durante la caccia all’assassino. Questi dati, insieme alle immagini dettagliate degli indumenti che la vittima indossava, costituiscono un patrimonio di informazioni che potrebbe essere ulteriormente sfruttato per una revisione.
La richiesta di nuovi accertamenti rappresenta un passo importante per una revisione.
Il dispositivo del Tribunale di Bergamo, datato 17 giugno 2025, indica che la richiesta sarà valutata in forma di incidente di esecuzione. Questo tipo di procedura permette di esaminare eventuali motivi per modificare una sentenza già emessa. La difesa sostiene che l’osservazione di documenti e reperti non esaminati abbia portato a dubbi e che nuovi accertamenti siano necessari per garantire una giustizia completa e veritiera.
