AI e consulenti finanziari, il 72% desidera più tempo per i clienti
I consulenti finanziari statunitensi vedono l’AI come strumento per risparmiare tempo, ma il 72% vuole più tempo per i clienti.
L’intelligenza artificiale sta entrando sempre di più nel lavoro dei consulenti finanziari, ma il suo utilizzo è ancora concentrato soprattutto sulle attività operative. Secondo una nuova ricerca di Vanguard, il 72% dei consulenti statunitensi vorrebbe avere più tempo da dedicare alla ricerca di nuovi clienti e al rafforzamento delle relazioni con quelli già acquisiti. L’obiettivo, secondo Vanguard, è utilizzare l’automazione per ridurre il peso delle attività amministrative e liberare tempo da destinare alla consulenza personalizzata, alla pianificazione finanziaria e alla gestione del rapporto con il cliente.
AI come strumento di supporto
L’AI viene utilizzata soprattutto per compiti di supporto. Il 38% dei consulenti intervistati la impiega per la preparazione delle email, mentre il 35% la utilizza per le attività di ricerca e il 27% per prendere appunti durante le riunioni. Si tratta dunque di applicazioni che consentono di velocizzare alcune operazioni quotidiane, ma che non rappresentano ancora un utilizzo pienamente automatizzato della tecnologia.
Obiettivo: più tempo per i clienti
Il tempo recuperato può essere destinato a un’attività considerata centrale per la crescita dello studio: il rapporto diretto con i clienti. La ricerca mostra infatti che l’AI viene utilizzata soprattutto per compiti di supporto. Il passaggio successivo consiste nell’evolvere dall’impiego dell’intelligenza artificiale come semplice strumento di assistenza all’automazione vera e propria delle attività. È proprio questo passaggio che potrebbe consentire alle società di consulenza di recuperare tempo e destinarlo alle attività a maggiore valore aggiunto.
Secondo Lauren Wilkinson, Chief Information Officer di Vanguard Financial Advisor Services, molti consulenti hanno finora utilizzato solo una parte delle possibilità offerte dall’AI. L’adozione dell’intelligenza artificiale tra i consulenti finanziari è in crescita, anche se per molte società si trova ancora nelle prime fasi. La ricerca evidenzia anche una crescente attenzione verso le soluzioni per la gestione dei portafogli, con particolare interesse per i model portfolio, cioè portafogli modello che possono rendere più efficiente l’implementazione delle strategie di investimento.
Quando valutano queste soluzioni, i consulenti indicano la performance degli investimenti e il track record come criterio principale: è una priorità per il 68% degli intervistati. Il costo viene invece indicato dal 51%. Nonostante la crescente diffusione di questi strumenti, il 32% dei consulenti continua tuttavia a gestire interamente i portafogli in autonomia. Secondo Vanguard, l’utilizzo dei portafogli modello può consentire di recuperare una quantità significativa di tempo. Una ricerca citata dalla società stima infatti un risparmio superiore alle 400 ore all’anno. Nonostante l’avanzata dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali, la componente relazionale continua quindi ad avere un ruolo centrale nella consulenza finanziaria. La ricerca rileva che le segnalazioni provenienti dai clienti esistenti rappresentano la fonte più produttiva di nuovi clienti per i consulenti. Dal punto di vista degli investitori, invece, tra gli elementi che possono favorire una raccomandazione vengono indicati soprattutto la fiducia, la personalizzazione del servizio e la performance degli investimenti.
La tecnologia, in questa prospettiva, non viene presentata come sostitutiva della relazione tra consulente e cliente, ma come uno strumento per renderla più sostenibile. L’automazione delle attività ripetitive può infatti permettere al professionista di concentrarsi maggiormente sull’ascolto delle esigenze del cliente, sulla pianificazione e sulle decisioni finanziarie. È questo il filo conduttore che emerge dall’indagine: l’obiettivo dell’innovazione tecnologica nella consulenza non è soltanto fare più attività in meno tempo, ma creare spazio per quelle attività che richiedono ancora un rapporto diretto e personalizzato.
