Tre anni dopo il 7 ottobre, padre Zelazko: “La riconciliazione non significa dimenticare le ferite”

Padre Zelazko invita alla riconciliazione dopo tre anni dall’attacco del 7 ottobre.

Il 7 ottobre 2026, tre anni dopo l’attacco che ha scosso il Paese, padre Piotr Zelazko, vicario patriarcale per i cattolici di espressione ebraica, ha espresso un appello alla riconciliazione e alla pace. Il sacerdote, responsabile del Vicariato di San Giacomo, ha sottolineato che la riconciliazione non significa dimenticare le ferite, ma non lasciare che esse decidano il futuro. La sua testimonianza, resa in un contesto di dolore e speranza, ha riacceso il dibattito su come costruire una società libera dall’odio.

Un appello alla pace in un contesto di dolore

Padre Zelazko ha ricordato come il dolore e le ferite del conflitto siano ancora molto presenti, soprattutto nei media e nei ricordi delle famiglie delle vittime. “I volti di coloro che sono stati uccisi e la sofferenza delle loro famiglie sono molto presenti in questi giorni nei media”, ha detto. Il sacerdote ha espresso la sua preghiera interrotta da una domanda: “perché c’è così tanto dolore e tanto odio?”.

La riconciliazione non significa dimenticare le ferite, ma non lasciare che esse decidano il futuro. Padre Zelazko ha sottolineato che il trascorrere del tempo non ha ancora rimarginato le ferite aperte da quella tragedia. “Se è vero che il tempo aiuta a guarire, allora abbiamo ancora bisogno di tempo. Tuttavia, la sofferenza può indurirci oppure renderci più profondi”. La sua riflessione ha messo in luce l’importanza di non permettere al dolore di definire il futuro.

Le comunità piccole custodiscono la speranza più grande

Secondo padre Zelazko, le comunità più piccole, come quelle cattoliche ebreofone, spesso custodiscono la speranza più grande. “Dimostrano che le persone possono appartenersi reciprocamente senza essere l’una contro l’altra”, ha sottolineato. Il Vicariato di San Giacomo, che include anche comunità di fedeli di lingua russa, ha un ruolo cruciale nel promuovere il dialogo tra Chiesa ed ebraismo, la giustizia e la pace. Il Vicariato, parte del Patriarcato latino di Gerusalemme, si occupa della vita di fede di una minoranza cattolica in un contesto a maggioranza ebraica. Le comunità cattoliche di lingua ebraica sono attive principalmente a Gerusalemme, Tel Aviv-Jaffa, Haifa, Beer Sheba e Tiberiade. Il loro impegno è rivolto a accompagnare migranti e richiedenti asilo, nonché a favorire il dialogo interreligioso.

La pace inizia nel momento in cui il dolore smette di avere l’ultima parola. Padre Zelazko ha sottolineato che la pace inizia nel momento in cui il dolore smette di avere l’ultima parola. “Credo nella nostra capacità di parlare il linguaggio dell’incontro e della pace, anche quando dentro di noi c’è così tanto dolore e tanta paura”, ha detto. In una terra ferita dal conflitto, ogni gesto di amicizia, ogni atto di solidarietà e ogni rifiuto di arrendersi all’odio diventano un segno di speranza.

  • Padre Zelazko: vicario patriarcale per i cattolici di espressione ebraica
  • Vicariato di San Giacomo: parte del Patriarcato latino di Gerusalemme
  • Comunità cattoliche ebreofone: attive in Gerusalemme, Tel Aviv-Jaffa, Haifa, Beer Sheba e Tiberiade