LFoundry: Fiom apprezza il cambio di passo, chiede investimenti per rilanciare l’industria

Fiom valuta positivamente il nuovo piano industriale di LFoundry, ma chiede investimenti per aumentare la capacità produttiva e la fiducia dei dipendenti.

La Fiom-Cgil ha espresso un giudizio positivo sul nuovo piano industriale presentato da LFoundry durante l’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma ha sottolineato la necessità di ulteriori investimenti per trasformare il progetto in un vero piano industriale in grado di rilanciare l’azienda. L’incontro, svoltosi ieri con il nuovo CEO di Sparc e il management dell’azienda, ha visto il sindacato apprezzare il cambio di approccio rispetto alla precedente gestione e la volontà di diversificare prodotti e mercati. Tuttavia, il sindacato ha ribadito che il piano, pur più realistico rispetto al passato, non prevede un impegno economico diverso da quanto già programmato, e quindi non è sufficiente per garantire un aumento della capacità produttiva e dei volumi.

Un piano più realistico, ma non sufficiente

I piani illustrati durante l’incontro, sebbene decisamente diversi in termini di prodotti e modalità di applicazione rispetto al passato, pur risultando più realistici di quanto visto finora, non vedono un impegno economico diverso da quanto già programmato con la vecchia gestione. La Fiom ha sottolineato che su questo aspetto occorre un ulteriore sforzo per trasformare il buon piano commerciale presentato in un vero piano industriale, in grado di aumentare la capacità della linea e i conseguenti volumi produttivi. La Fiom ha anche evidenziato le incognite legate ai tempi di realizzazione del progetto, alla riorganizzazione aziendale e al recupero della fiducia dei dipendenti, pur apprezzando gli impegni annunciati dall’azienda sul futuro occupazionale e sulla valorizzazione delle competenze dei lavoratori.

La Fiom ha espresso preoccupazione per la mancanza di un impegno economico straordinario per aumentare la capacità produttiva del sito di Avezzano. Il sindacato ha ribadito che il piano presentato appare più realistico rispetto al passato e recepisce alcune delle richieste avanzate negli anni da lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni. Tuttavia, per trasformare il piano in un vero strumento di rilancio, è necessario un ulteriore sforzo economico e un impegno concreto per garantire la crescita dell’azienda e la stabilità dei posti di lavoro.

Un cambio di passo, ma non di struttura

La Fiom ha apprezzato il cambio di passo nei toni del nuovo CEO e la presa di distanza dalla precedente gestione. La conferma del superamento della mono-committenza e la scelta di diversificare il portafoglio prodotti avvalorano quanto sostenuto in questi anni dai lavoratori, dal sindacato e dalle istituzioni. Tuttavia, il sindacato ha sollevato alcune perplessità riguardo alla struttura aziendale, che, a parte le figure di CEO e CFO, rimane invariata. La Fiom ha chiesto come si possa recuperare la fiducia nel sistema quando la nuova governance ha iniziato a lavorare diversi mesi fa, senza modificare la struttura che ha portato avanti il vecchio piano.

La Fiom ha espresso preoccupazione per la mancanza di un impegno economico straordinario per aumentare la capacità produttiva del sito di Avezzano. Il sindacato ha ribadito che il piano presentato appare più realistico rispetto al passato e recepisce alcune delle richieste avanzate negli anni da lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni. Tuttavia, per trasformare il piano in un vero strumento di rilancio, è necessario un ulteriore sforzo economico e un impegno concreto per garantire la crescita dell’azienda e la stabilità dei posti di lavoro.

La Fiom ha inoltre sottolineato l’importanza di coinvolgere il personale in somministrazione, quando e soprattutto se ve ne saranno le condizioni, e di riconoscere le capacità dei dipendenti. Le dichiarazioni circa la volontà di non utilizzare ammortizzatori sociali nel 2027, la cui valutazione è ancora in corso, sono iniziative da apprezzare se realizzate, e la Fiom, come sempre, sarà parte attiva della discussione basandosi sui fatti, sulle risorse reali e sulle azioni concrete, non sulle mere dichiarazioni d’intento ad un tavolo istituzionale.