Andrea Sempio e il movente del rifiuto sessuale nell’omicidio di Chiara Poggi

Nuovo movente per l’omicidio di Chiara Poggi: il rifiuto sessuale di Andrea Sempio. La Procura di Pavia chiede l’interrogatorio del 6 maggio.

Andrea Sempio e il movente del rifiuto sessuale nell'omicidio di Chiara Poggi
Andrea Sempio e il movente del rifiuto sessuale nell’omicidio di Chiara Poggi

La Procura di Pavia ha reso noto un nuovo movente per l’omicidio di Chiara Poggi, che potrebbe modificare la ricostruzione del delitto avvenuto a Garlasco nel 2007. Secondo l’indagine, Andrea Sempio avrebbe ucciso la vittima per un rifiuto sessuale, un elemento che potrebbe aggravare la sua responsabilità. L’indagato, che non ha un alibi, è stato invitato a farsi interrogare il 6 maggio, l’ultimo passo prima di un eventuale rinvio a giudizio.

La ricostruzione dell’omicidio

La Procura ha chiarito che l’aggressione a Chiara Poggi è durata più di pochi minuti, avvenendo in due fasi. La finestra temporale dell’ora della morte, per i giudici ristretta a 18 minuti, potrebbe essere più vicina all’orario indicato dal medico legale Marco Ballardini, che collocava il decesso fra le 10.30 e le 12, più probabilmente fra le 11 e le 11.30. Secondo la sentenza definitiva, Chiara è stata uccisa tra le 9.12 e le 9.35, nella fascia oraria tra la disattivazione dell’allarme di casa al momento in cui Stasi si è seduto davanti al computer per lavorare alla sua tesi.

Alle 9.45 il cellulare di Chiara riceve uno squillo dal telefono del fidanzato e quindi, secondo la ricostruzione della Procura, l’omicidio slitterebbe in avanti. Nell’arco temporale in cui, è l’ipotesi accusatoria, Sempio si trovava di sicuro a Garlasco, senza un alibi. Lo scontrino del parcheggio a Vigevano, mostrato dall’indagato come prova che quella mattina si trovava lontano dalla villetta di via Pascoli, riporta infatti l’orario delle 10.18.

Le prove indicano un unico autore del delitto.

Le prove e le consulenze

I carabinieri nel Nucleo investigativo di Milano ritengono che non sia stato lui a stampare lo scontrino, ma anche ritenendolo autentico, l’omicidio potrebbe comunque essere avvenuto dopo. Inoltre ci sono alcune telefonate che collocano Sempio a Garlasco. Dall’esame dei tabulati telefonici quella mattina l’indagato ha due contatti con gli amici: uno alle 9.58, una chiamata a vuoto, e poi alle 11.10, quando manda un messaggio all’amico che nel frattempo lo aveva richiamato. In entrambi i casi il telefono di Sempio aggancia le celle di Garlasco.

Le impronte rilevate sulla scena del delitto, comprese le impronte insanguinate individuate con tecniche come il luminol, risulterebbero compatibili con un’unica persona. E la novità significativa riguarderebbe la fase finale dell’aggressione: Chiara Poggi sarebbe stata colpita un’ultima volta sulle scale che conducono alla cantina e non soltanto prima della caduta, come ipotizzato nelle sentenze.

Le consulenze e i dati tecnici supportano l’ipotesi di un unico autore.

La Procura di Pavia ha anche reso noto che, insieme alle consulenze, sul tavolo dei magistrati c’è anche la relazione sul profilo psicologico di Andrea Sempio. Affidata al Racis, contribuirebbe a delineare un possibile movente partendo da alcuni post su Facebook, da scritti sequestrati nella sua abitazione a Voghera dove si parlerebbe di «cose inimmaginabili» compiute, da diari e intercettazioni registrate nel corso della precedente indagine, nel 2017, quando gli inquirenti misero sotto controllo il telefono di Sempio e piazzarono cimici nella sua auto.

«Stiamo valutando i passi più opportuni per la nostra strategia difensiva», fa sapere l’avvocata Angela Taccia, mentre il collega Liborio Cataliotti sceglie di non dire nulla «prima di essermi confrontato con il team difensivo e il cliente». La procura di Pavia vuole interrogarlo il 6 maggio. E questo è l’ultimo atto prima della richiesta di rinvio a giudizio che potrebbe cambiare la storia del delitto di via Pascoli.