Andrea Sempio convocato per una perizia psichiatrica: cosa succede se rifiuta
Andrea Sempio convocato per perizia psichiatrica: cosa succede se non si presenta

Andrea Sempio, indagato nel caso Garlasco, è stato convocato per una perizia psichiatrica dal consulente della Procura di Pavia, il professor Roberto Catanesi. La decisione della difesa, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, potrebbe arrivare nelle prossime ore. La perizia serve a completare gli accertamenti sulla personalità del 39enne e a valutare l’eventuale pericolosità sociale o la capacità di intendere e volere. Se Sempio non dovesse presentarsi, la Procura non avrebbe a disposizione il dato clinico necessario per formulare una tesi completa.
Le conseguenze di un rifiuto
Secondo l’avvocato Saverio Macrì, che ha commentato la situazione dallo studio di Milo Infante, il professor Catanesi “ha bisogno del dato clinico”, in quanto “non può formulare una sua tesi soltanto sulla base della documentazione”. La legge prevede che, in caso di mancata presentazione senza un legittimo impedimento, il giudice possa disporre l’accompagnamento coattivo del soggetto nel luogo, nel giorno e nell’ora stabiliti. Se invece la persona dovesse comparire ma rifiutarsi di sottoporsi agli accertamenti, il giudice dispone che siano eseguiti coattivamente.
Un colpo di scena per la difesa
La notizia ha suscitato commenti in studio. Secondo Milo Infante, potrebbe esserci un colpo di scena: il consulente della Procura potrebbe notare che Sempio non abbia alcuna figura compatibile con un profilo criminologico. L’avvocato Saverio Macrì, invece, ritiene che la perizia potrebbe rappresentare un’occasione per riabilitare la sua immagine collettiva. La difesa, tuttavia, è in fase di consultazione con l’assistito e non ha ancora dato una risposta definitiva.
La convocazione è stata resa pubblica giovedì 3 settembre e ha suscitato dibattito nella puntata di Verità Nascoste – Il Diario. L’esperto Catanesi ha spiegato che il colloquio serve a completare gli accertamenti sulla personalità del 39enne, ma anche a stabilire l’eventuale pericolosità sociale o la capacità di intendere e volere. La Procura, priva del dato clinico, potrebbe dover basare le sue conclusioni esclusivamente sui familiari soliloqui dell’indagato.
La situazione rimane in sospeso, con la decisione della difesa che potrebbe influenzare il corso delle indagini. La legge, tuttavia, offre strumenti per garantire la correttezza del processo, anche in caso di rifiuto da parte dell’indagato. La perizia psichiatrica rappresenta un passo cruciale per comprendere meglio il profilo di Andrea Sempio nel contesto del caso Garlasco.
La Procura, attraverso il consulente Catanesi, ha espresso la necessità di un dato clinico per formulare una tesi completa. La difesa, invece, si trova in fase di consultazione e non ha ancora dato una risposta definitiva. La legge prevede l’accompagnamento coattivo solo su decisione del giudice, in caso di mancata presentazione o rifiuto degli accertamenti. La perizia potrebbe aprire nuove prospettive per il caso, ma la decisione di Sempio resterà un fattore chiave per il proseguimento delle indagini.
