Andrea Sempio e la perizia psichiatrica: la difesa si schiera per la piena lucidità dell’indagato

La difesa di Andrea Sempio si oppone alla perizia psichiatrica, puntando su un giudizio pieno e la piena lucidità dell’indagato.

Andrea Sempio e la perizia psichiatrica: la difesa si schiera per la piena lucidità dell’indagato
Andrea Sempio e la perizia psichiatrica: la difesa si schiera per la piena lucidità…

La difesa di Andrea Sempio si oppone alla perizia psichiatrica

La difesa di Andrea Sempio ha deciso di non sottoporre l’indagato a una valutazione psichiatrica, come ha chiarito l’avvocata Angela Taccia, intervenuta in diretta durante la trasmissione “Quarto Grado”. La decisione, spiegata come una scelta di principio, mira a evitare qualsiasi ipotesi di riduzione o esclusione della pena attraverso il riconoscimento di un’eventuale infermità mentale. Sempio, l’unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è visto come una persona pienamente lucida, con una storia personale e clinica che non evidenzia alterazioni delle funzioni cognitive o volitive. La legale ha ribadito che la difesa non intende puntare su soluzioni intermedie né ricorrere a eventuali “scorciatoie” per il processo.

La difesa si basa sulla piena lucidità di Sempio. Secondo la ricostruzione fornita da Taccia, il percorso di vita di Sempio e la documentazione sanitaria disponibile non indicano alcun disturbo psichiatrico né un’eventuale pericolosità sociale. La legale ha sottolineato che Sempio è sempre stato considerato una persona pienamente lucida, senza alcun riconoscimento di disturbi mentali. La difesa, quindi, si basa su una certezza: “Siamo sicuri” che non ci siano elementi che possano giustificare una valutazione psichiatrica.

Una strategia difensiva chiara e netta

L’obiettivo della difesa è arrivare a un proscioglimento o, in alternativa, a un’assoluzione. La posizione è presentata come una scelta di principio, non come un espediente processuale. La difesa, quindi, si schiera decisamente contro l’ipotesi di una fragilità mentale, puntando su un giudizio pieno e su eventuali attenuanti non legate alle condizioni psichiche. La legale ha chiarito che la strategia non intende ricorrere a soluzioni intermedie né a eventuali scorciatoie, ma si basa su una posizione chiara e definita.

La difesa non intende ricorrere a attenuanti psichiche. La decisione di non sottoporre Sempio a una valutazione psichiatrica è quindi legata a una strategia difensiva che mira a mantenere l’integrità del processo e a non aprire porte a eventuali riduzioni della pena. La legale ha ribadito che la difesa non intende puntare su soluzioni intermedie né ricorrere a eventuali scorciatoie, ma si basa su una posizione chiara e definita.

La decisione della difesa di Sempio ha riacceso l’attenzione sull’inchiesta sul delitto di Garlasco, in un contesto in cui sono emersi diversi episodi di tensione, tra cui la querelle tra la famiglia Cappa e l’avvocato Antonio De Rensis. La perizia psichiatrica richiesta dal professor Roberto Catanesi, consulente della Procura di Pavia, rappresenta un punto cruciale per il processo. La difesa, però, ha scelto una linea precisa, che si basa sulla piena lucidità dell’indagato e sulla volontà di arrivare a un giudizio pieno, senza ricorrere a eventuali attenuanti psichiche.