Lidl espande in Lombardia: nuovi negozi e centinaia di assunzioni
Lidl cresce in Lombardia con nuovi punti vendita e assunzioni, investimenti e rigenerazione urbana.
Un piano ambizioso per il futuro
Lidl, colosso tedesco del discount, accelera la sua espansione in Lombardia, dove l’obiettivo è raggiungere mille punti vendita entro il 2030. L’azienda, presente in Italia dal 1992 e parte del gruppo Schwarz, ha investito negli ultimi cinque anni circa 2 miliardi di euro in negozi, piattaforme logistiche e ristrutturazioni. L’obiettivo non si ferma: nei prossimi tre anni, Lidl prevede ulteriori 1,5 miliardi di euro, con un ritmo di apertura che si attesta intorno alle 50 unità all’anno.
Un passo simbolico a Milano
Il passaggio simbolico per Lidl in Lombardia è arrivato a fine febbraio con l’apertura del punto vendita di viale Corsica a Milano. In quel momento, l’azienda ha tagliato il traguardo degli 800 negozi in Italia. L’evento ha segnato l’inizio di una corsa serrata, con 23 nuove aperture in meno di due mesi, 220 milioni di euro di investimento e oltre 320 assunzioni legate ai nuovi supermercati. Un piano nazionale di crescita
Il piano nazionale di Lidl prevede 6 mila nuove assunzioni nei prossimi anni, legate al ritmo delle aperture. Saranno i cantieri dei prossimi mesi a dire quanto spazio resta ancora da conquistare, in una regione dove la grande distribuzione è già molto affollata e il cliente, spesso, decide in pochi minuti. L’azienda, che oggi conta circa 23 mila collaboratori in Italia, ha rinnovato nel 2026 il contratto integrativo aziendale, con un investimento complessivo di 65 milioni di euro e l’introduzione di un monte ore minimo garantito di 25 ore settimanali.
Un layout moderno per i nuovi negozi
Nella filiale di Tavernerio, Lidl ha presentato ai team regionali il nuovo layout dei punti vendita, lo stesso che sarà riproposto nelle prossime aperture. Il debutto ufficiale era avvenuto proprio nel negozio di viale Corsica. Questo nuovo design, con spazi più chiari e percorsi interni ripensati, rappresenta una scelta strategica per migliorare l’esperienza del cliente e adattarsi alle esigenze dei quartieri urbani.
La Lombardia è una delle regioni dove l’espansione di Lidl si vede con più evidenza, anche sul fronte del lavoro. Nei mesi scorsi, l’azienda ha organizzato diversi recruiting day per cercare personale da inserire nei nuovi negozi o nelle filiali già attive. Le selezioni hanno toccato città come Bergamo, Cavaria con Premezzo, Cellatica e Lurago Marinone. A settembre è arrivato il turno di Monza, con incontri legati a un nuovo discount in apertura. Gli annunci indicavano contratti diversi, pensati per andare incontro alle disponibilità dei candidati: part time, full time e ruoli con responsabilità crescenti. Le paghe segnalate variavano da circa mille a duemila euro al mese.
Una parte importante della crescita di Lidl passa attraverso la rigenerazione urbana. L’amministratore delegato Emilio Arduino ha spiegato che oltre il 70% delle filiali nasce dal recupero di aree già costruite, come capannoni dismessi, edifici da sistemare o spazi commerciali vuoti. Questa strategia permette di entrare nei quartieri senza occupare nuovo suolo, ma richiede autorizzazioni, pratiche urbanistiche e cantieri con tempi non sempre prevedibili. Solo alla fine, quando tutto si chiude, il negozio diventa un presidio di quartiere.
La corsa di Lidl arriva in un mercato dove i discount non sono più una nicchia. Secondo i dati NielsenIQ, il canale vale circa il 23,5% del mercato italiano della distribuzione. Una quota pesante, che le insegne difendono con prezzi competitivi, assortimenti più ampi rispetto al passato e una presenza sempre più fitta nei quartieri. Non è solo una questione di scontrino. È una battaglia sulle abitudini di spesa. Nelle città lombarde, da Milano a Monza, la sfida si sposta sempre più vicino ai percorsi di ogni giorno: fermate dei mezzi pubblici, strade molto abitate, zone dove uffici e case convivono.
