Nestlé Purina investe 560 milioni in Lombardia per nuovo stabilimento e 300 posti di lavoro
Nestlé Purina investe 560 milioni in Lombardia per nuovo stabilimento e 300 posti di lavoro
Un investimento strategico per il petfood
Il gruppo svizzero Nestlé Purina ha annunciato un investimento di 560 milioni di franchi svizzeri in Lombardia, con l’obiettivo di realizzare un nuovo stabilimento e un polo logistico in zona Mantova. L’operazione, che prevede la creazione di 300 posti di lavoro, è volta a rafforzare la presenza del gruppo in Europa e a sostenere la crescita della cosiddetta pet economy. L’investimento si concentra su prodotti umidi per cani e gatti, un settore in forte espansione. La scelta di Mantova non è casuale, ma legata alla sua posizione strategica nei corridoi logistici europei. La decisione si basa su una posizione geografica favorevole per i flussi di merci.
Un hub produttivo e distributivo integrato
Il progetto prevede la costruzione di un’area che unisce produzione e distribuzione, riducendo i passaggi intermedi e migliorando l’efficienza. L’obiettivo è creare un hub che permetta di rispondere in modo più rapido ai picchi di domanda e di ottimizzare i trasporti. Mantova, con la sua posizione geografica, è un punto chiave per la supply chain Nestlé, che si estende verso l’Europa occidentale, centrale e orientale. L’infrastruttura logistica sarà supportata da un sistema di carico e distribuzione moderno, in linea con le esigenze del mercato. La scelta di Mantova si basa su una posizione favorevole per i corridoi logistici.
Il nuovo hub dovrà ridurre i tempi di consegna, rendere più snella la distribuzione e rafforzare la supply chain Nestlé. In parole semplici: meno passaggi intermedi, più capacità di rispondere ai picchi di domanda, trasporti organizzati meglio. L’azienda parla anche di sostenibilità nei trasporti, legata a una gestione più ordinata dei flussi. Il punto centrale, però, resta industriale: riunire in un solo sito funzioni che spesso viaggiano separate. E farlo in un’area, quella mantovana, che guarda da tempo a nuovi investimenti capaci di portare lavoro qualificato e indotto stabile.
L’entrata in funzione del nuovo hub Purina di Mantova è prevista dal 2029, quando stabilimento produttivo e polo logistico dovrebbero lavorare in modo integrato. Restano ancora da chiarire i livelli occupazionali attesi e le ricadute precise sull’indotto. Per ora il gruppo parla di un impatto economico, industriale e territoriale di lungo periodo. Il progetto, secondo le prime indicazioni, sarà sviluppato in raccordo con le istituzioni locali. Il nuovo sito non prenderà il posto della presenza già consolidata di Purina in Italia. Si affiancherà allo stabilimento di Portogruaro, in Veneto, attivo da 40 anni e indicato da Nestlé come uno degli impianti più avanzati della rete europea Purina per tecnologie produttive e performance ambientali. Mantova, quindi, non nasce come alternativa, ma come nuovo tassello di una rete industriale più ampia.
Degli Esposti ha definito il progetto “un investimento chiave per sostenere lo sviluppo futuro di Purina”, collegandolo proprio alla presenza di Portogruaro. La linea è chiara: aumentare la capacità nel petfood umido, rafforzare la distribuzione europea e mantenere in Italia una parte importante della crescita del gruppo. Per Mantova, invece, la partita comincia ora: cantieri, autorizzazioni, assunzioni, rapporti con il territorio. Solo allora l’annuncio diventerà fabbrica.
