Patronato responsabile per errore nel calcolo pensioni, Cassazione conferma risarcimento
Cassazione conferma responsabilità del patronato per errore nel calcolo pensioni, risarcimento obbligatorio.
Un errore nel calcolo pensioni ha portato a un risarcimento obbligatorio per il patronato, come ha stabilito la Cassazione. Il caso riguarda un lavoratore che, nel 2013, ha ricevuto un prospetto con una data sbagliata e una riga in basso che indicava che il documento non aveva valore di certificazione. La Corte ha stabilito che il patronato è responsabile per l’errore e deve risarcire il danno causato al cliente.
Errore nel calcolo pensioni, responsabilità del patronato
Il caso è emerso in seguito a un ricorso presentato da un lavoratore che aveva ricevuto un prospetto con una data sbagliata. Il patronato aveva incluso una riga in basso che indicava che il documento non aveva valore di certificazione. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che questa clausola non esime il patronato dalla responsabilità. Il lavoratore ha scoperto l’errore nel 2016, quando ha verificato direttamente all’Inps e ha scoperto che avrebbe potuto andare in pensione ben cinque anni prima.
La riga in fondo al prospetto non è un esonero, ma una restituzione del lavoro.
La Cassazione ha chiarito che il patronato, che opera in base all’articolo 7 della legge 30 marzo 2001, n. 152, ha una responsabilità contrattuale derivante dal mandato che lega il cliente. Il patronato è autorizzato a agire per conto del cliente e a presentare domande all’Inps. La Corte ha sottolineato che il patronato deve eseguire il lavoro con la diligenza richiesta dalla natura specifica dell’attività. Questo include la precisione necessaria per calcolare correttamente i requisiti per la pensione.
Risarcimento obbligatorio per errore
Il lavoratore ha chiesto un risarcimento per gli emolumenti non incassati a causa dell’errore del patronato. La Corte ha stabilito che il patronato deve provare di aver lavorato bene o che l’errore non dipenda da lui. La Cassazione ha confermato che il patronato è responsabile per l’errore e deve risarcire il danno causato al cliente. Il caso ha mostrato come un errore nel calcolo pensioni possa avere conseguenze gravi per il cliente, che potrebbe perdere anni di pensioni non percepite.
Il nesso causale tra errore e danno è stato riconosciuto dalla Corte.
La decisione della Cassazione ha anche chiarito che la clausola unilaterale che indica che il prospetto non ha valore di certificazione non esime il patronato dalla responsabilità. La Corte ha sottolineato che il patronato deve garantire la precisione del calcolo e che l’errore può causare un nesso causale tra l’errore e il danno subito dal cliente. Il caso ha mostrato come la responsabilità del patronato sia legata al mandato e alla natura dell’attività. Il patronato deve garantire la precisione del lavoro e non può evitare la responsabilità con una clausola unilaterale. La decisione della Cassazione ha anche chiarito che il cliente non deve dimostrare che il patronato ha lavorato male, ma il patronato deve provare di aver adempiuto correttamente al suo incarico.
