Il dolore per Giulia Cecchettin diventa un manifesto contro il patriarcato nel film Se domani non torno
Il film di Paola Randi trasforma il dolore per Giulia Cecchettin in impegno contro il patriarcato e la violenza di genere.

Il dolore per Giulia Cecchettin, vittima di un femminicidio avvenuto il 11 novembre 2023, è diventato il cuore di un film che non solo racconta una storia dolorosa, ma si propone come manifesto contro la cultura patriarcale. Se domani non torno, diretto da Paola Randi, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, dove la famiglia di Giulia, insieme a sceneggiatrice e attori, ha spiegato come il film abbia l’obiettivo di sensibilizzare e mobilitare la società. L’opera, ispirata al libro Cara Giulia di Gino Cecchettin, è un tentativo di trasformare un lutto in un impegno civile.
Un impegno per l’educazione e la responsabilità collettiva
La famiglia di Giulia ha sottolineato come il film non si limiti a raccontare un caso isolato, ma abbia l’obiettivo di mettere in luce un sistema che perpetua la violenza di genere. “I femminicidi non sono più dei casi, ma sono le dirette conseguenze di un sistema che Gino ed Elena Cecchettin ci stanno urlando in faccia di mettere a fuoco”, ha spiegato la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan. L’idea è che la cultura del patriarcato, radicata nella società, debba essere decostruita, e che l’unica forma di attivazione sia l’educazione sesso-affettiva nelle scuole. Non ci si può definire contrari ai femminicidi e alla violenza di genere senza pensare di incoraggiare l’educazione sesso-affettiva, ha aggiunto.
Un’opera che non chiude un caso, ma apre un dibattito
Il film non si propone di chiudere un dolore, ma di aprire un dibattito. “Non si tratta di chiudere un caso, ma di rafforzare il dibattito che lo coinvolge”, ha spiegato Gino Cecchettin, padre di Giulia. L’opera, prodotta da Notorious Pictures e distribuita dal 5 novembre, è stata presentata a due giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un momento simbolico per il lancio. La regista Paola Randi ha sottolineato come l’assenza di Giulia sia un elemento chiave del racconto: “L’assenza di una persona all’interno di un nucleo familiare è qualcosa di dirompente, di enorme. Ma quando siamo anestetizzati dalla quantità di stimoli a cui siamo sottoposti, rischiamo di chiudere i rubinetti dell’empatia. È dunque l’assenza che li riapre, la percezione di questo incolmabile vuoto.”
Il film, interpretato con sensibilità da Filippo Timi e Tecla Bossi, è stato descritto come un “film-manifesto”, animato dall’urgenza di veicolare i temi che lo attraversano con il dovuto coraggio e la sincera intenzione pedagogica. “L’urgenza è reale, il momento è adesso, non domani”, ha concluso Timi, che ha raccontato come abbia affrontato il ruolo di Gino Cecchettin con “piccole pennellate e mettendo da parte ogni ego”. L’obiettivo è trasformare un dolore in un impegno, e far sì che gli spettatori si rispecchino nel film e diventino agenti di un cambiamento necessario per la società.
- Il film Se domani non torno è ispirato al libro Cara Giulia di Gino Cecchettin.
- La famiglia di Giulia ha sottolineato l’importanza dell’educazione sesso-affettiva.
- Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, a due giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
