La Belt and Road Initiative si trasforma: la Cina investe sempre di più in energie rinnovabili
La Cina accelera gli investimenti verdi nella Belt and Road Initiative, rafforzando la sua influenza globale attraverso tecnologie pulite.

Nel primo semestre del 2026, la Cina ha destinato 20,1 miliardi di dollari a progetti di energia verde nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI), un record che ha già eguagliato l’intero finanziamento green del 2025. Questa accelerazione segna una trasformazione radicale del programma infrastrutturale internazionale cinese, che non è più definito esclusivamente da porti, autostrade e ferrovie, ma si concentra sempre più su tecnologie per l’energia pulita. La strategia cinese si evolve, con un aumento del 56 per cento della quota degli investimenti energetici destinati a progetti di energia rinnovabile e idroelettrica.
La sostenibilità diventa un pilastro strategico
La transizione verso le energie rinnovabili riflette il calo dei costi delle fonti pulite, l’aumento dell’incertezza geopolitica e la volontà di Pechino di consolidare la sua posizione come principale fornitore mondiale di tecnologie pulite. La Cina non esporta più soltanto capitali, ma anche il proprio know-how industriale nel settore delle energie rinnovabili. Parallelamente, le logiche di mercato sembrano assumere un peso sempre maggiore accanto alle priorità strategiche di Pechino. La volatilità dei prezzi delle fonti fossili ha infatti aumentato l’attrattiva dell’elettricità prodotta all’interno dei singoli Paesi da fonti rinnovabili, soprattutto per le economie emergenti che cercano una maggiore indipendenza energetica. Questo fattore ha reso i progetti verdi sempre più interessanti per i Paesi in via di sviluppo, che puntano a rafforzare la propria sicurezza energetica nel lungo periodo.
Un vantaggio competitivo crescente
anni di politica industriale, catene di approvvigionamento integrate e produzione su larga scala hanno consentito ai produttori cinesi di acquisire un significativo vantaggio competitivo rispetto a molti concorrenti internazionali. Con il continuo aumento della capacità produttiva interna, i mercati esteri sono diventati sempre più importanti. La Belt and Road Initiative rappresenta una piattaforma ideale per esportare queste tecnologie e, allo stesso tempo, rafforzare i rapporti economici della Cina con i mercati emergenti.
Oltre agli impianti di produzione energetica, molti progetti comprendono oggi reti elettriche, sistemi di accumulo tramite batterie e investimenti nel settore manifatturiero che favoriscono partnership industriali di lungo periodo, piuttosto che semplici contratti di costruzione. Questo modello di collaborazione ha reso la BRI un veicolo non solo di investimento, ma anche di integrazione tecnologica e industriale. La crescente presenza del settore privato cinese rappresenta un altro sviluppo significativo. Nel 2020 il settore privato rappresentava appena il 13 per cento dei progetti complessivi, contro il 48 per cento nel 2026. Questa evoluzione suggerisce che la sostenibilità economica dei progetti stia assumendo un’importanza sempre maggiore rispetto alle direttive dello Stato e che il governo cinese sia disposto a concedere un ruolo più ampio alle imprese private nazionali.
L’Africa come destinazione strategica
Negli ultimi anni l’Africa è emersa come una delle principali destinazioni degli investimenti verdi cinesi. Gli investimenti cinesi nel continente sono quasi triplicati rispetto al primo semestre del 2025, raggiungendo i 33,5 miliardi di dollari, a conferma della forte domanda di infrastrutture, produzione di energia e sviluppo industriale. Molte economie africane devono far fronte a una domanda di elettricità in rapida crescita mentre cercano alternative economicamente sostenibili ai combustibili fossili.
Le tecnologie cinesi per le energie rinnovabili offrono soluzioni relativamente economiche che possono essere realizzate più rapidamente rispetto a molti progetti energetici convenzionali. Allo stesso tempo, Pechino rafforza la propria influenza economica in una regione destinata a svolgere un ruolo sempre più importante nella crescita economica mondiale dei prossimi decenni. Nonostante la svolta verde, la Belt and Road Initiative continua a essere oggetto di forti critiche. Da anni governi occidentali e istituzioni internazionali sostengono che alcuni Paesi aderenti abbiano accumulato un eccessivo livello di indebitamento nell’ambito di accordi di finanziamento poco trasparenti. Restano inoltre aperte le questioni relative agli standard ambientali, alla governance, alla trasparenza e alle condizioni di accesso al mercato per le imprese straniere operanti in Cina.
