Birrificio Sagrin: un’esperienza di passione e territorio in Piemonte

Un’azienda artigianale che trasforma la passione in birra, valorizzando il territorio piemontese.

Birrificio Sagrin a Calamandrana con tap room e birre artigianali prodotte con materie prime locali
Birrificio Sagrin a Calamandrana con tap room e birre artigianali prodotte con materie prime locali

Un’amicizia che diventa birra

NATO nel 2015 a Calamandrana, il Birrificio Sagrin è nato da un’amicizia che si è trasformata in un’azienda artigianale di successo. Matteo Billia e Giuseppe Luci, conosciuti come “Billy” e “Beppe”, hanno iniziato a sperimentare la produzione di birra in casa negli anni ’90, un hobby che si è sviluppato in un percorso di studio e ricerca. Dopo oltre vent’anni di esperienza, hanno progettato e realizzato personalmente l’impianto del birrificio, situato in un territorio profondamente legato alle eccellenze enogastronomiche piemontesi. Oggi, la produzione ha raggiunto gli 800 ettolitri, con un’attenzione particolare al territorio e alle materie prime locali.

Collaborazioni e materie prime locali

La filosofia produttiva del Sagrin si basa sull’uso di materie prime del territorio. Il birrificio collabora con quattro cantine piemontesi: Valfaccenda, Cascina Garitina, Quazzolo Winery e Dogliotti 1870. Queste collaborazioni permettono di creare birre artigianali d’eccellenza, come le Italian Grape Ale (IGA), che uniscono il legame con la terra d’origine a un approccio moderno. Tra le materie prime utilizzate, spiccano il mosto di Moscato della cantina Dogliotti 1870, la menta di Pancalieri e le scorze di limone di Sorrento, utilizzate nella Blanche Bacialè. Inoltre, il birrificio utilizza specialty coffee per le birre scure, selezionato in collaborazione con produttori locali come Parallels Cafè di Bra e Santaromero di Torino.

La Tap Room e l’esperienza gastronomica

All’interno della struttura produttiva a Calamandrana si trova la Tap Room, un locale concepito per offrire un’esperienza a diretto contatto con l’impianto di produzione. Il locale dispone di 30 posti a sedere interni con vista sulle vasche e 40 posti nello spazio esterno. Alla spina sono sempre disponibili 7 birre alla spina artigianali, di cui una riservata a un birrificio ospite. La proposta gastronomica affianca la linea brassicola, proponendo specialità preparate internamente con ingredienti da piccoli produttori locali, tra cui spiccano la battuta di fassona e la salsiccia di Bra. Questa combinazione di birra e cibo rappresenta un’esperienza unica, in grado di soddisfare i palati più esigenti.

Le birre più rappresentative del Sagrin

La gamma del birrificio spazia dai grandi classici alle interpretazioni legate alle uve locali. Tra le birre più rappresentative, spicca la Chiara, una Helles di grande fruibilità che rappresenta il top seller aziendale. La Roè, un’Italian Grape Ale realizzata con mosto a freddo di Arneis dell’azienda Valfaccenda di Canale, mantiene intatte le caratteristiche aromatiche del vitigno. Livertin, un Imperial IPA storica nata negli anni da homebrewers, presenta una struttura maltata bilanciata da luppoli americani con note agrumate e tropicali. Mattos, una Coffee Stout prodotta con l’aggiunta di specialty coffee “Santa Romero”, è un esempio di come il Sagrin riesca a combinare la passione per la birra con la qualità delle materie prime selezionate.

La Samos, un nome nato quasi per caso, rappresenta un simbolo del legame tra il birrificio e il territorio. La Samos, la prima IGA della casa legata a un aneddoto di laboratorio, è nata quasi per caso. Quando si produce una birra, su ogni fermentatore bisogna riportare alcune informazioni essenziali: nome della birra, numero di lotto, data di produzione e litri. Quel giorno, però, Billy fece una cosa semplicissima che avrebbe dato vita a uno dei nomi più iconici del birrificio. Per identificare quella cotta scrisse “Sa” per Sagrin e “Mos” per Moscato, SaMos. Un nome nato quasi per caso, con un semplice pennarello su un fermentatore. E la cosa più bella è che solo in seguito scoprimmo una coincidenza sorprendente: Samos è anche l’isola greca a cui viene tradizionalmente attribuita l’origine del vitigno Moscato.

  • La Samos si presenta con un elegante colore giallo paglierino e una gradazione alcolica del 7%. In fermentazione utilizziamo lieviti selezionati da vino: la morbidezza arriva dal malto d’orzo, mentre tutta l’intensa aromaticità è regalata dal Moscato.
  • Gli zuccheri del mosto fermentano completamente, dando vita a una birra secca, raffinata e sorprendentemente elegante, dove il carattere dell’uva si esprime senza risultare dolce.
  • L’abbinamento che porto sempre nel cuore nasce da uno Slow Fish: Samos e ostriche. La sua leggera acidità, la bolla fine e persistente e il profilo aromatico esaltano la sapidità del mare, puliscono il palato e lasciano un’esplosione di gusto ad ogni sorso.

Il Sagrin si conferma