Campo largo in tilt: Ucraina, difesa europea e Tav diventano temi di divisione
Campo largo si divide su Ucraina, difesa europea e Tav. Divisioni tra Pd, M5s e Avs.

Il campo largo si divide su temi cruciali come l’Ucraina, la difesa europea e la Tav, con divisioni che si consolidano tra i principali partiti della coalizione. La situazione, come previsto, si complica a causa di posizioni divergenti e di un dibattito che non si risolve. Il Pd, pur mantenendo un favore per l’utilizzo dei fondi europei, si trova a votare una mozione diversa da quella di Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte, a causa del sostegno finanziario all’Ucraina. Dall’opposizione arrivano cinque mozioni diverse, tra cui quelle del Pd, dell’Avs, del M5s, di Italia Viva e di Azione. La Lega, contraria al sostegno all’Ucraina, si irrita per la posizione del governo, che ha espresso un sì poco chiaro con Antonio Tajani.
Divisioni interne al Pd e tra i partiti della coalizione
Le distanze tra i partiti della coalizione si fanno sentire, con il Pd che si trova a gestire una situazione complessa. Piero Fassino, Giorgio Gori e anche Matteo Renzi hanno sfruttato le contraddizioni della maggioranza, ribadendo il favore del Pd per l’utilizzo dei fondi europei. Tuttavia, il problema non si risolve, e il campo largo si spacca pur parlando la stessa lingua. Schlein e Peppe Provenzano, responsabile esteri, mantengono una posizione più europeista sull’Ucraina e sulla Tav, ma devono tener conto delle posizioni più di sinistra, probabilmente maggioritarie, soprattutto nella base.
La Tav e la difesa europea: due temi che scatenano il tilt
La Tav e la difesa europea diventano due temi che scatenano il tilt nel campo largo. Su queste due questioni, il Pd si trova a prendere posizioni diverse, pur rimanendo all’interno della coalizione. Il sostegno ai fondi Safe per la difesa europea è un tema delicato, con il Pd che potrebbe votare a favore insieme alla maggioranza e contro l’Avs e il M5s. Tuttavia, il coraggio di fare un passo del genere non è dato per certo. I pacifisti-disarmisti, con chiare venature anti-ucraine, si oppongono a una posizione che, pur supportando Kyiv, non è del tutto condivisa da tutti i dirigenti del Pd.
Le divisioni si fanno sentire anche in Parlamento, dove il Pd ha votato una mozione diversa da quella di Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte, a causa del sostegno finanziario all’Ucraina. La Lega, contraria al sostegno all’Ucraina, si irrita per la posizione del governo, che ha espresso un sì poco chiaro. Il campo largo si spacca pur parlando la stessa lingua, con un rischio concreto per la segretaria del Pd se il discrimine diventasse la guerra e la difesa.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, rinvia il chiarimento, ma ogni voto in Parlamento lo rende più difficile. Il campo largo, che doveva unire, si divide, con un rischio concreto per la segretaria del Pd se il discrimine diventasse la guerra e la difesa. I pacifisti-disarmisti potrebbero non votarla, rendendo la situazione ancora più complessa. Il dibattito non si ferma, e il rischio di un’ulteriore divisione si fa sentire.
