Nuovo piano rifiuti approvato: termovalorizzatore entro 7 anni. Opposizione: è un bluff
Nuovo piano rifiuti approvato: termovalorizzatore entro 7 anni. Opposizione critica l’approccio.

Termovalorizzatore entro 7 anni: il piano approvato a maggioranza
Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato a maggioranza il nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti, che prevede la realizzazione di un termovalorizzatore in grado di trattare 370mila tonnellate di rifiuti all’anno. L’impianto, che dovrà essere a regime entro il 2030, è parte di un piano che mira a ridurre al 10% il conferimento dei rifiuti in discarica, in linea con gli obiettivi dell’Unione europea. L’approvazione, ottenuta con 19 voti favorevoli e 10 contrari, segna un passo avanti nella gestione dei rifiuti, ma non è sfuggita alle critiche dell’opposizione. La road map per il termovalorizzatore è serrata
Secondo la road map approvata, entro due mesi dall’approvazione del piano, la giunta regionale dovrà individuare il gruppo di lavoro che, nei nove mesi successivi, stilerà la rosa di siti adatti ad accogliere l’impianto. A quel punto si potrà procedere con la Valutazione di impatto strategica (Vas) e entro 25 mesi si dovrà affidare la progettazione. L’assessore regionale ai rifiuti, Tiziano Consoli, ha sottolineato che i tempi non saranno brevissimi, ma in sette-otto anni, al netto di eventuali impugnazioni e ricorsi, si potrà costruire il nuovo impianto per la chiusura del ciclo.
Opposizione critica: il piano è un bluff
L’opposizione ha espresso forti critiche, definendo il piano un “bluff”. Secondo la capogruppo del Pd e relatrice di minoranza, Valeria Mancinelli, il termovalorizzatore non vedrà la luce prima dei prossimi quindici anni. “Dopo la finta legge anti kebab”, ha detto, “ora siamo al finto termovalorizzatore: nel piano non si dice dove si farà, né chi lo farà e con quali soldi, ma ci vorrà almeno mezzo milione di euro”. Investimento stimato di 370 milioni di euro
Il piano prevede un investimento stimato di circa 370 milioni di euro, pari a mille euro a tonnellata. Tuttavia, il centrosinistra ha presentato un ordine del giorno alternativo al piano dei rifiuti, bocciato dal Consiglio, nel quale si fa presente che l’ammontare dell’investimento appare sottodimensionato, in quanto elaborato in un contesto precedente alla crisi energetica e inflattiva. Per Marta Ruggeri (M5s), il piano è “un’operazione miope, antieconomica. Un’opera da mezzo miliardo che nasconde i problemi sotto la cenere, punisce i cittadini virtuosi e spalanca la strada a stangate sulle bollette Tari”.
La giunta regionale dovrà iniziare l’iter legislativo per la costituzione dell’Ata unica regionale entro un mese dall’approvazione del piano, con l’obiettivo di creare una struttura unica per la gestione dei rifiuti. L’opposizione, però, ha accusato la maggioranza di non aver fornito sufficienti dettagli sulle modalità di realizzazione del termovalorizzatore, sulle aziende coinvolte e sulle fonti di finanziamento. Per il Pd, il piano non è un’alternativa reale, ma un’operazione che nasconde i problemi e non risolve le criticità esistenti.
