Costi elevati per soccorsi ingiustificati: chiamare i soccorsi senza motivo potrebbe costare migliaia di euro
Nuova normativa prevede addebiti per interventi di soccorso non giustificati, con costi che arrivano a 4mila euro l’ora.

La legge di Bilancio 2026 ha introdotto una novità significativa: i costi degli interventi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati da corpi come la Polizia di Stato, l’Arma dei carabinieri, i Vigili del fuoco e la Guardia costiera potrebbero essere addebitati al richiedente, se l’emergenza è stata provocata con dolo o colpa grave oppure la richiesta di aiuto risulta immotivata o ingiustificata. Questa norma, entrata in vigore da questa estate, ha l’obiettivo di scoraggiare comportamenti irresponsabili che mettono a rischio la sicurezza pubblica e i risorse dei soccorritori.
Costi elevati per interventi non giustificati
Secondo il nuovo tariffario adottato dal Ministero dell’Economia lo scorso 24 luglio 2026, un’ora di volo di un elicottero bimotore della Guardia di Finanza può costare più di 4mila euro, mentre l’impiego di un mini-drone si ferma a circa 93 euro. Per i mezzi terrestri, il costo viene calcolato in base ai chilometri percorsi e varia in base al tipo di veicolo, alla cilindrata e all’alimentazione. Alcuni pattugliatori superano i mille euro per ogni ora di utilizzo, mentre le vedette costiere più piccole rimangono sotto i 60 euro l’ora.
Il pagamento non scatterà per i normali interventi di soccorso, ma soltanto quando l’evento sia stato provocato con dolo o colpa grave oppure quando la richiesta di aiuto risulti immotivata o ingiustificata. Non si tratterà di una multa prestabilita, ma del rimborso delle risorse effettivamente impiegate nell’operazione, calcolato applicando le tariffe ministeriali.
Le regole da rispettare prima di andare in montagna o in mare
Prima di partire bisogna conoscere l’itinerario, controllare le previsioni meteorologiche e le eventuali allerte, verificare dislivello, durata, difficoltà e condizioni dei sentieri. In montagna, gli escursionisti dovrebbero scegliere un percorso compatibile con la propria esperienza, preparazione fisica e attrezzatura. Calzature adatte, acqua, alimenti, protezione dal sole e dal freddo, indumenti impermeabili, una lampada, una piccola dotazione di primo soccorso fanno la differenza. Per le attività invernali occorre conoscere il rischio valanghe e saper utilizzare correttamente l’attrezzatura specifica. In mare, prima di prendere il largo è necessario controllare le previsioni meteomarine, lo stato dell’imbarcazione, il carburante disponibile e il funzionamento dei sistemi di comunicazione. Bisogna avere a bordo le dotazioni obbligatorie per il tipo di navigazione programmata, rispettare il limite di persone trasportabili e verificare le ordinanze della Capitaneria competente.
Non bisogna entrare in acqua quando non si è in buone condizioni psicofisiche, sopravvalutare le proprie capacità natatorie o ignorare bandiere, divieti e indicazioni degli assistenti al salvataggio. È inoltre necessario mantenersi nelle aree riservate ai bagnanti, utilizzare i corridoi di lancio con le imbarcazioni e rispettare le distanze di sicurezza da spiagge, scogliere e persone in acqua. La norma non deve trasformarsi in un deterrente alla richiesta di soccorso. In presenza di un pericolo reale, chiamare rapidamente può salvare una vita e impedire che un intervento inizialmente semplice diventi molto più complesso. Il bersaglio della legge non è chi resta vittima di un imprevisto, ma chi espone consapevolmente sé stesso e i soccorritori a un rischio grave, ignorando le regole più elementari.
- Costi elevati per interventi non giustificati
- Regole da rispettare prima di andare in montagna o in mare
- Addebiti per comportamenti irresponsabili
