Delfin, EssilorLuxottica e il ruolo di Milleri: le scelte tornano in capo agli eredi
Leonardo Del Vecchio chiede una strategia condivisa per Delfin e EssilorLuxottica, con focus su Milleri e il futuro dei suoi poteri.

A Cernobbio, Leonardo Maria Del Vecchio ha sottolineato l’importanza di una strategia condivisa per Delfin e EssilorLuxottica, mettendo in luce il ruolo di Francesco Milleri e le scelte future degli eredi. La holding, che detiene il 32,4% del capitale, si appresta a decidere il destino di Milleri, il cui mandato scadrà nel 2027. La discussione non riguarda solo i conti dell’ultimo trimestre, ma la direzione dei prossimi dieci anni. Il mercato, pur apprezzando i risultati di breve periodo, mostra incertezza sul futuro del gruppo, in particolare sul posizionamento di EssilorLuxottica nell’era dell’intelligenza artificiale.
La strategia di Lmdv e il ruolo degli eredi
Leonardo Maria Del Vecchio ha spiegato che il lavoro di Lmdv non si limita a ridurre l’assemblea a una semplice ratifica, ma mira a costruire una visione condivisa tra gli eredi. La holding, con il 32,4% del capitale, non è autosufficiente e dovrà definire una posizione comune interna per convincere i mercati. La strategia di Lmdv va letta all’interno di questa architettura, con l’obiettivo di far decidere i soci, non lui stesso. Il futuro di Milleri dipenderà dall’esito di questa tessitura, che dovrà trovare una convergenza su temi essenziali come la tutela di EssilorLuxottica e la politica dei dividendi.
La forza del presente è evidente; la traiettoria del prossimo decennio lo è assai meno. Il mercato non ha ancora digerito fino in fondo il posizionamento di EssilorLuxottica, che ha visto un forte sviluppo dei smart glasses, ma non ha ancora tradotto in un’attività di dimensioni paragonabili al business tradizionale. La promessa del med-tech non si è tradotta in un’attività di dimensioni paragonabili al business tradizionale.
Il rischio bancario e la scelta tra Intesa e aggregazione
Prima di aprile, Delfin dovrà affrontare un’altra prova: il rischio bancario. Il 17,53% detenuto in Mps obbligherà la holding a scegliere tra l’offerta di Intesa e l’ipotesi di aggregazione con Banco Bpm e Banca Generali. Non c’è un endorsement da parte di Leonardo Maria Del Vecchio, ma un invito a valutare la migliore offerta economica e industriale, con attenzione al sistema-Paese e al consenso dei soci. Il modo in cui Delfin formerà questa decisione peserà quasi quanto la decisione stessa.
Il lavoro di Lmdv è non ridurre l’assemblea a una semplice ratifica. Lmdv vuole lavorare per ricomporre una maggioranza tra gli eredi attorno a una visione condivisa che convinca i mercati. L’assemblea del 2027 stabilirà il destino di Milleri, ma soprattutto mostrerà se Delfin è rimasta una holding governata con un modello scelto nel passato, o se si è evoluta in una proprietà capace di assumersi la responsabilità del futuro.
Non una campagna contro Milleri, né la negazione dei risultati ottenuti sotto la sua guida. Piuttosto uno sprone al management perché faccia meglio, renda più leggibile la strategia e allunghi l’orizzonte. EssilorLuxottica deve pensare ai prossimi cinquant’anni, non soltanto al prossimo triennio. La continuità, per conservare valore, deve essere sostenuta da un progetto riconoscibile. La discussione sulla prossima scadenza non può ridursi a un giudizio sui conti dell’ultimo trimestre o sul valore corrente del titolo. Riguarda la direzione dei prossimi dieci anni. Gli smart glasses hanno conosciuto una forte accelerazione commerciale, ma pongono una questione più profonda: quale posizione occuperà EssilorLuxottica nella nuova catena del valore disegnata dall’intelligenza artificiale?
