Il Dipartimento della Giustizia sostiene il fair use per l’addestramento AI nel caso di copyright
Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti sostiene il fair use per l’addestramento AI nel caso di copyright.

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Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha preso posizione a favore del fair use per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale (AI) nel caso di copyright, un tema cruciale per il settore tecnologico e per i diritti d’autore. Il caso riguarda un litigio tra il New York Times e aziende come OpenAI e Microsoft, accusate di utilizzare senza autorizzazione articoli del quotidiano per addestrare modelli come GPT-4. Il Dipartimento sostiene che l’uso di testi protetti da copyright per l’addestramento di modelli linguistici non costituisca un’infringimento, poiché esiste una distinzione legale tra il processo di addestramento e il prodotto finale. Questa posizione ha suscitato dibattito tra esperti e istituzioni, con il New York Times che ha chiesto la distruzione dei modelli addestrati sui propri contenuti.
Il fair use e il ruolo dell’AI
Secondo il Dipartimento della Giustizia, l’addestramento di modelli linguistici (LLM) non è considerato un’infringimento del copyright, poiché non si tratta di riproduzione diretta, ma di utilizzo per l’apprendimento. L’ente sostiene che l’AI abbia valore creativo e sociale, e che la sua applicazione possa stimolare l’innovazione. La distinzione tra addestramento e output è fondamentale: durante il processo, i testi vengono copiati, ma non resi pubblici, e i risultati spesso non mostrano una somiglianza sostanziale con i testi originali. Il Dipartimento ha citato l’esempio di Joan Didion, che ha copiato le opere di Hemingway per comprendere la sua scrittura, senza essere considerata colpevole.
Le posizioni contrapposte
Il Dipartimento ha anche contestato le posizioni del U.S. Copyright Office, che ha sostenuto che l’AI utilizza copie perfette e genera contenuti a una velocità e scala superiore a quelle umane. Secondo il Copyright Office, l’addestramento su contenuti protetti potrebbe danneggiare il mercato e limitare la creatività. Il Dipartimento ha però sottolineato che le posizioni del Copyright Office non hanno autorità legale e ignorano precedenti giurisprudenziali. Inoltre, il Dipartimento ha sottolineato che la responsabilità per l’addestramento AI potrebbe ostacolare la creatività, un aspetto che il copyright è destinato a proteggere.
La posizione del Dipartimento della Giustizia ha suscitato reazioni da parte di diversi attori, tra cui il New York Times e il Congresso. Mentre il quotidiano ha chiesto la distruzione dei modelli addestrati sui propri contenuti, alcuni esperti hanno sottolineato che la questione non è semplice e richiede un approccio caso per caso. Il Dipartimento ha anche menzionato che la dottoressa Shira Perlmutter, ex registratore del Copyright, è stata licenziata dal governo Trump per aver espresso posizioni contrarie all’addestramento AI su contenuti protetti. La sua azione è in corso di contestazione.
Questo caso rappresenta un punto di svolta per la giurisprudenza sul copyright e l’AI, con implicazioni significative per il settore tecnologico e per i diritti d’autore. Il Dipartimento della Giustizia ha sottolineato che il fair use deve essere valutato in base ai fatti specifici di ogni caso, e che l’addestramento AI non dovrebbe essere considerato un’infringimento generale. La decisione potrebbe influenzare il futuro delle politiche di copyright e delle pratiche di sviluppo dell’AI.
