Divieto totale sugli ATM crypto in Minnesota dopo un milione di dollari di truffe

Minnesota introduce divieto totale sugli ATM crypto dopo un milione di dollari di truffe, con focus su anziani e frodi sistematiche.

Sportelli automatici per criptovalute disattivati in Minnesota, divieto totale dopo un milione di dollari di truffe
Sportelli automatici per criptovalute disattivati in Minnesota, divieto totale dopo un milione di dollari di truffe

Il Minnesota ha introdotto un divieto totale sugli sportelli automatici per criptovalute (ATM crypto) a partire dal 1° agosto 2026, dopo che le autorità locali hanno registrato circa un milione di dollari di truffe legate a questi dispositivi tra il 2023 e il 2025. La misura, approvata dal governatore Tim Walz il 5 maggio 2026, mira a proteggere i cittadini, in particolare la popolazione anziana, da schemi fraudolenti che sfruttano la mancanza di conoscenza tecnica e la pressione psicologica. Gli operatori devono disattivare tutte le macchine entro il 1° agosto e rimuoverle fisicamente entro il 31 dicembre 2026.

Truffe mirate agli anziani e frodi sistematiche

Le vittime principali del fenomeno sono gli anziani, che spesso si trovano in situazioni di vulnerabilità economica e sociale. Gli schemi fraudolenti si basano su false emergenze, con i truffatori che spingono le vittime a convertire denaro contante in criptovalute presso i chioschi più vicini, sfruttando l’urgenza percepita e la mancanza di informazioni. Il dipartimento del commercio del Minnesota ha calcolato che i residenti hanno perso circa un milione di dollari attraverso questi metodi nell’arco di tre anni.

Le frodi legate agli ATM crypto sono un fenomeno sistematico e mirato, con un impatto significativo sulle famiglie anziane. Le truffe si sviluppano spesso attraverso false notizie o situazioni di emergenza, con i truffatori che sfruttano la paura e la confusione per indurre le vittime a agire in fretta. Questo tipo di frode non è limitato ai soli ATM, ma rappresenta una parte rilevante del panorama delle truffe digitali in Minnesota.

Un quadro allarmante a livello nazionale

La cifra di un milione di dollari non rappresenta l’intero volume delle frodi legate alle criptovalute in Minnesota, ma è un segnale chiave. L’FBI, tramite l’Internet Crime Complaint Center, ha registrato oltre 151 milioni di dollari di perdite nello stato solo nel 2025, con un’ampia parte attribuibile a frodi digitali non necessariamente legate agli ATM. Questo scarto sottolinea come i chioschi siano un anello visibile e accessibile della catena, ma non l’unica forma di truffa.

Il legislatore ha scelto di intervenire su un settore specifico, pur consapevole che il fenomeno si estende a livello nazionale. La sequenza di interventi tra Minnesota, Tennessee e Georgia indica una tendenza crescente da parte dei regolatori statali. Il Tennessee ha introdotto un divieto totale sugli ATM crypto a partire dal 1° luglio, mentre la Georgia ha imposto limiti alle transazioni senza arrivare a un divieto integrale. Delaware e New Jersey, dal loro canto, hanno avanzato proposte di legge simili, segnalando che il tema è ormai sul tavolo di più assemblee legislative contemporaneamente.

La decisione del Minnesota non è isolata, ma parte di un’ondata di azioni normative che mirano a ridurre le frodi legate alle criptovalute. Prima del divieto, in Minnesota operavano 201 ATM e chioschi per criptovalute, secondo i dati di CoinATMRadar. Con la nuova legge, questa rete di accesso fisico viene progressivamente smontata, ridisegnando le modalità con cui i residenti potranno acquistare o vendere Bitcoin e altri asset digitali sul territorio statale. Il divieto totale rappresenta un passo significativo per il Minnesota, che diventa uno dei primi stati americani a eliminare del tutto gli ATM crypto dal proprio territorio. La legge, identificata come SF 3868, vieta a qualsiasi operatore di installare, gestire, mantenere o rendere disponibili chioschi di valuta virtuale entro i confini statali. Non si tratta di una restrizione parziale, ma di un divieto totale che azzera un intero segmento di mercato, con obblighi precisi per gli operatori.