Eni introduce un tetto ai prezzi del gasolio e della benzina a partire da lunedì 28 settembre
Eni introduce un tetto ai prezzi del gasolio e della benzina a partire da lunedì 28 settembre, riducendo i costi per i consumatori.
Da lunedì 28 settembre, Eni ha introdotto un tetto ai prezzi dei carburanti commercializzati da Enilive, con un massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, anche in autostrada. La misura, valida per 30 giorni, potrebbe essere prorogata fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e alla disponibilità dei rifornimenti. L’azienda ha spiegato che il limite, chiamato price cap, è legato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore, che è in via di riduzione. Il governo e i consumatori hanno accolto favorevolmente l’iniziativa, considerandola un passo in direzione della riduzione del caro carburante.
La riduzione delle tasse sul gasolio si dimezza
Dal 26 settembre al 5 ottobre, la riduzione delle accise sul gasolio, compresa l’effetto dell’Iva, passerà da 12,2 a 6,1 centesimi al litro. Questo significa un aumento del costo del carburante di circa 3,05 euro su un pieno da 50 litri. L’Eni ha introdotto il tetto due giorni dopo, attribuendo i rincari alla minore offerta internazionale di prodotti raffinati e alla riduzione della capacità produttiva europea. La riduzione dello sconto fiscale ha un impatto significativo sui prezzi finali, che si traduce in un incremento del costo per i consumatori.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha registrato un prezzo medio al self service di 2,154 euro per la benzina e 2,338 per il gasolio sulla rete stradale il 25 settembre. Applicando i nuovi limiti, su 50 litri la differenza raggiunge rispettivamente 12,85 e 11,55 euro. In autostrada, le medie al self sono di 2,247 euro per la benzina e 2,421 per il gasolio, con un risparmio maggiore. Il tetto introdotto da Eni riduce i prezzi in modo significativo, soprattutto per i consumatori che utilizzano i carburanti in autostrada.
La tensione tra governo e consumatori
Nonostante l’annuncio di Eni, i camionisti di Assotir evocano lo sciopero per il caro-diesel. I ministri Urso e Pichetto hanno convocato i petrolieri per l’8 ottobre per chiedere di aumentare la produzione delle raffinerie e far scendere i prezzi. L’Unione nazionale consumatori ha calcolato che il gasolio salirà da 2,421 euro al litro a 2,482 in autostrada, con un rincaro giornaliero del 2,6%. La decisione di Eni è vista come un passo positivo, ma non risolve completamente la crisi del caro carburante.
Il Codacons ha stimato che il price cap dell’Eni determinerà un risparmio da 10,4 euro su un pieno di gasolio e da 11,2 euro per un pieno di benzina. Tuttavia, il caro carburante rimane un problema urgente, con i consumatori che continuano a lamentare i costi elevati. Il governo ha accolto favorevolmente l’iniziativa, ma la tensione tra i consumatori e le aziende del settore persiste. La situazione rimane complessa, con la necessità di trovare soluzioni durature per ridurre i prezzi dei carburanti.
