La FED osserva i mercati: torna la “put” di Greenspan?
I mercati sfidano la lotta all’inflazione, la FED potrebbe ripristinare la strategia di Greenspan.

—
La Federal Reserve osserva con attenzione i mercati finanziari, che sembrano sfidare la lotta all’inflazione. Dopo anni di politica monetaria rigorosa, i tassi di interesse restano invariati nel range 3,50-3,75%, nonostante tre voti contrari tra i componenti del FOMC. L’evento si svolge nel mezzo di una crisi in borsa legata all’Intelligenza Artificiale, che ha spinto alcuni analisti a parlare di un possibile ritorno della “Greenspan put”. I mercati, infatti, sembrano cercare un sostegno da parte della banca centrale, come accaduto negli anni Ottanta.
La Greenspan put: un modello di intervento
La “Greenspan put” è un termine che evoca la politica di intervento dell’ex governatore della FED Alan Greenspan, noto per aver salvaguardato i mercati finanziari in momenti di crisi. Il concetto si basa sull’idea che la banca centrale possa agire come un “put” (opzione di acquisto) per stabilizzare i mercati, anche se non sempre in modo trasparente. L’idea è tornata in primo piano dopo che l’indice NASDAQ ha perso poco meno del 10% rispetto ai massimi di maggio, e il titolo NVIDIA ha perso oltre il 7% in meno di una settimana.
Un sistema complesso in gioco
La tenuta del sistema finanziario globale, che include banche, lavoratori (vedi fondi pensione) e governi, dipende in parte dal comportamento della FED. Il mercato, in attesa di un rialzo dei tassi, sconta un aumento del costo del denaro per fine anno. Tuttavia, le probabilità di un terzo rialzo dello 0,25% sono vicine al 50%, e si riducono man mano che i mercati entrano in tensione. La FED, con il suo ruolo di guardiana della stabilità finanziaria, potrebbe riprendere la strategia di Greenspan, anche se non è chiaro come.
Kevin Warsh, il nuovo governatore della FED, ha finora seguito un approccio ortodosso, ma potrebbe adottare un atteggiamento più flessibile, in modo da evitare un ulteriore calo dei mercati. La sua decisione potrebbe influenzare la politica monetaria futura, soprattutto a ridosso delle elezioni di metà mandato previste per novembre. La FED, come sempre, rimane un appiglio per i mercati, anche se il suo ruolo non è mai stato così dibattuto come negli ultimi anni.
Un’eredità di interventi e critiche
Alan Greenspan, che ha guidato la FED per quasi vent’anni, ha lasciato un’eredità complessa. Dopo il crollo del 1987, la crisi della new economy e gli attentati del 2001, la sua politica è stata vista come un mix di interventi efficaci e di rischi non previsti. I suoi successori, come Ben Bernanke e Janet Yellen, hanno seguito un’impostazione simile, ma con un’attenzione maggiore alla stabilità globale. La “Greenspan put” è diventata un simbolo di una politica che, sebbene utile, ha anche contribuito a creare dipendenze nei mercati. La FED, oggi, si trova di fronte a una situazione simile a quelle passate, ma con un contesto economico e sociale diverso. I mercati, in cerca di sicurezza, potrebbero richiedere nuovi interventi, anche se la politica monetaria non è mai stata così controllata come in passato. La decisione di rialzare i tassi o meno dipenderà da come la FED gestirà la tensione crescente, e da quanto i mercati saranno disposti a aspettare.
