J.K. Rowling attacca Amnesty UK: «La mia associazione per le vittime di violenza sessuale in black list»
J.K. Rowling accusa Amnesty UK di etichettare il suo centro anti-violenza come “anti-diritti” e minaccia azione legale.

J.K. Rowling, la scrittrice britannica di Harry Potter, ha espresso forte indignazione contro Amnesty UK, accusandola di aver etichettato il suo centro per le vittime di violenza sessuale come “anti-diritti” e di averlo incluso in una lista di organizzazioni considerate ostili ai diritti. La scrittrice ha minacciato un’azione legale dopo che un rapporto interno dell’organizzazione, poi ritirato, aveva classificato il Beira’s Place, il centro che lei ha fondato a Edimburgo, tra i gruppi “anti-diritti”. L’episodio ha scatenato un dibattito su libertà di espressione e posizioni su genere e diritti delle donne.
Beira’s Place e la sua missione
Beira’s Place, un centro che offre supporto alle donne vittime di violenza e abusi sessuali, è stato fondato da J.K. Rowling nel 2022 a Edimburgo. La struttura accoglie esclusivamente persone di sesso femminile e non eroga servizi a uomini né a donne transgender. Questa impostazione ha suscitato dibattiti nel Regno Unito, soprattutto in relazione ai diritti delle donne e delle persone transgender. Secondo la scrittrice, l’etichetta di “anti-diritti” attribuita al centro ha danneggiato la reputazione delle donne che vi si rivolgono, rappresentando un attacco alla libertà di espressione.
La reazione di J.K. Rowling
J.K. Rowling ha espresso la sua indignazione attraverso un tweet in cui ha affermato: «I don’t care about individuals. I do care that a former champion of human rights has become what it was created to fight». La scrittrice ha sostenuto che Amnesty UK abbia abbandonato la difesa della libertà di espressione e si sia trasformata in un “tiranno” che perseguita chi non condivide le sue convinzioni. I legali di Beira’s Place hanno inviato una diffida a Amnesty UK, richiedendo il ritiro del rapporto, scuse pubbliche e un’indagine indipendente per chiarire come il documento sia stato pubblicato.
La scrittrice ha anche annunciato che, attraverso il J.K. Rowling Women’s Fund, offrirà assistenza legale alle associazioni femminili coinvolte nel documento di Amnesty che intendano tutelarsi in sede giudiziaria. Tra queste figurano LGB Alliance, Women’s Rights Network, Sex Matters e Gay Men’s Network. La vicenda è ora all’attenzione della Charity Commission, l’autorità britannica che vigila sugli enti del terzo settore. La controversia tra J.K. Rowling e Amnesty UK rappresenta un ulteriore episodio nel dibattito su libertà di espressione, diritti delle donne e posizioni su genere. La scrittrice ha sottolineato come l’etichetta attribuita al suo centro non solo danneggi la sua reputazione, ma possa anche influenzare negativamente l’accesso ai servizi per le donne vittime di violenza sessuale.
