L’architettura modernista di Tashkent entra nel Patrimonio Mondiale UNESCO
L’architettura modernista di Tashkent diventa sito UNESCO grazie a un progetto internazionale che ha visto il contributo italiano.

La città di Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, ha visto il suo patrimonio architettonico modernista riconosciuto come sito UNESCO. Dieci edifici, costruiti tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta del secolo scorso, sono stati inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale, all’interno del sito seriale Tashkent Modernist Architecture. Il riconoscimento, ottenuto durante la 48esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, segna un momento storico per l’Asia centrale, dove non era mai stato riconosciuto un simile patrimonio architettonico del XX secolo. L’Italia ha contribuito in modo significativo al progetto, grazie al lavoro di esperti e studiosi italiani coinvolti nella ricerca e nella promozione del patrimonio uzbeco.
Un patrimonio architettonico unico nel continente
La scelta di includere l’architettura modernista di Tashkent nella Lista del Patrimonio Mondiale si basa su una serie di criteri che mettono in luce l’unicità e l’importanza di questi edifici. I dieci edifici, tra cui il Sun Institute, il Chorsu Market e il Cinema Palace Alisher Navoi, rappresentano un mix di stili e funzioni, ma condividono un’identità comune: l’adattamento del modernismo internazionale alle specificità culturali e ambientali dell’Uzbekistan. Questo processo ha portato a un’architettura che integra innovazione tecnologica con tradizioni locali, come i mosaici geometrici e floreali presenti in alcuni edifici.
La decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale ha riconosciuto l’importanza di questo patrimonio, non solo per la sua storia, ma anche per il suo potenziale come polo scientifico e culturale internazionale. L’architettura modernista di Tashkent rappresenta un esempio di come il modernismo possa essere adattato a contesti culturali diversi, creando un patrimonio unico e significativo.
Un progetto internazionale con il contributo italiano
Il progetto di ricerca Tashkent Modernism XX/XXI, commissionato nel 2021 dall’Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF), ha visto la collaborazione di esperti internazionali, tra cui l’architetto Rem Koolhaas e lo storico Jean-Louis Cohen. L’Italia ha giocato un ruolo chiave, grazie al lavoro del Politecnico di Milano e dello studio milanese GRACE, guidati da Ekaterina Golovatyuk e Giacomo Cantoni. Questi studiosi hanno contribuito alla redazione di schede e documenti che hanno reso possibile la candidatura del sito UNESCO. Il lavoro italiano ha incluso anche la curatela del padiglione alla Biennale Architettura 2025, dove è stato presentato il progetto A Matter of Radiance. Il riconoscimento UNESCO non è solo un onore per l’Uzbekistan, ma anche un riconoscimento per l’Italia, che ha dimostrato una capacità di collaborazione e di ricerca internazionale.
La lista dei dieci edifici include anche il Grande Forno Solare, un sito scientifico costruito tra il 1981 e il 1987, che ha avuto un ruolo cruciale nella ricerca materiale. L’architettura modernista di Tashkent, con le sue radici nel modernismo internazionale e la sua evoluzione in base alle specificità locali, rappresenta un’importante testimonianza del rapporto tra innovazione e tradizione. Il riconoscimento UNESCO è un passo importante per la conservazione e la promozione di questo patrimonio, che ora è parte del patrimonio mondiale. L’Uzbekistan, con 8 presenze nel Patrimonio Mondiale, ha dimostrato una crescente attenzione verso la sua storia e la sua cultura, attraverso un impegno concreto e duraturo.
