Manifesto antisemita nella sede Rai: la reazione del direttore e la solidarietà al giornalista Brunori
Manifesto antisemita affisso nella sede Rai: reazioni del direttore e solidarietà al giornalista Brunori

Un manifesto antisemita è stato affisso nella sede Rai di Saxa Rubra, a Roma, suscitando indignazione e preoccupazione da parte dell’azienda e di diversi esponenti politici e sindacali. L’episodio, che ha visto la firma di gruppi come Global Sumud Italia e Libere di Lottare, è avvenuto a seguito di attacchi politici nei confronti del giornalista Giovan Battista Brunori, corrispondente Rai da Gerusalemme. L’Ad Giampaolo Rossi ha definito l’atto «gravissimo» e ha espresso la piena vicinanza al professionista, sottolineando che ogni comportamento che favorisca o tolleri simili azioni sarà punito con il massimo rigore.
Un atto di odio e di intimidazione
Il manifesto, che ripropone stereotipi e iconografie della peggiore pubblicistica antisemita del passato, è stato affisso all’interno della sede di una testata Rai, rappresentando un fatto di eccezionale gravità. «Questo atto non è un incidente, ma il risultato di una campagna di denigrazione condotta a livello politico, in particolare da esponenti della sinistra, contro un professionista del servizio pubblico colpevole solo di svolgere con rigore e imparzialità il proprio lavoro», ha commentato il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone. L’Ad Rossi ha sottolineato che l’episodio richiama metodi di intimidazione e isolamento nei confronti dei giornalisti che evocano le pagine più oscure della storia del Paese, incompatibili con il confronto democratico e con la libertà di informazione.
Indagini in corso e reazioni internazionali
La Digos ha effettuato un sopralluogo e ha acquisito il manifesto, mentre la Rai ha aperto un’indagine interna per valutare le responsabilità e garantire la sicurezza dei propri dipendenti. L’azienda ha rinnovato il proprio impegno affinché nelle sedi della Rai siano sempre garantiti il rispetto delle persone, il pluralismo, la libertà di informazione e il confronto civile, nel rifiuto di ogni forma di violenza, discriminazione e antisemitismo. La solidarietà al giornalista Brunori è arrivata anche da parte dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della comunità ebraica di Milano e dell’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, che ha definito l’atto «un inaccettabile atto di odio antiebraico».
Il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha invitato chi ha alimentato il clima di ostilità a chiedere scusa a Brunori e alla Rai. «Chi ha contribuito a questa campagna di denigrazione e delegittimazione dovrebbe avere il coraggio di vergognarsi e di chiedere scusa», ha sottolineato Filini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Vigilanza Rai. La situazione rappresenta un ulteriore segno di una situazione di tensione e di attacchi politici nei confronti di un professionista del servizio pubblico. L’episodio ha suscitato una profonda indignazione e ha aperto un dibattito su come affrontare le forme di intimidazione e discriminazione nei confronti dei professionisti del settore.
La Rai, attraverso l’Ad Rossi, ha espresso la più ferma condanna per l’atto antisemita e ha ribadito il proprio impegno a difendere la libertà di informazione e a garantire la sicurezza dei propri giornalisti. L’episodio ha aperto un dibattito su come affrontare le forme di intimidazione e discriminazione nei confronti dei professionisti del settore. La situazione rimane in fase di indagine, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità e di garantire un ambiente di lavoro rispettoso e sicuro per tutti i dipendenti.
