Mauro Guerra, 11 anni dopo: la famiglia chiede dignità e rispetto per la sua memoria
La famiglia di Mauro Guerra chiede dignità e rispetto dopo 11 anni dalla sua morte, in un contesto di tensioni e promesse non mantenute.

A 11 anni dalla morte di Mauro Guerra, la sua famiglia torna a parlare, nel giorno dell’anniversario, con un post della madre Giusy Businaro e le parole della sorella Elena. La loro richiesta è chiara: un po’ di dignità e rispetto per la memoria del 32enne, ucciso da un carabiniere nel 2015. La famiglia critica l’assenza di iniziative pubbliche in ricordo del giovane e, soprattutto, la nuova caserma dei carabinieri costruita nell’ex scuola elementare di Carmignano, frazione di Sant’Urbano, dove Mauro viveva. La famiglia sostiene che la scelta del luogo non rispetti il dolore e la memoria del ragazzo.
Una scelta di luogo che suscita dolore
La nuova caserma, realizzata con un intervento da oltre 1,5 milioni di euro, dovrebbe essere occupata dai militari entro fine anno, con l’inaugurazione attesa nei primi mesi del 2027. La madre di Mauro, Giusy Businaro, ha espresso un forte disappunto: «Se era necessaria una caserma nuova, un minimo di dignità e di rispetto verso il dolore altrui era essenziale e fondamentale». Bastava spostarla anche di pochissimi chilometri, a destra o a sinistra non aveva importanza, ma non lì, non in quella piazza, non in quel punto dove tutto si è compiuto. La sorella, Elena Guerra, ha aggiunto: «L’edificio è grande e questa cosa ci turba non poco».
Un impegno non mantenuto
La famiglia ha ricordato un impegno attribuito all’attuale sindaco, Dionisio Fiocco: «Aveva detto che avrebbe dedicato una via a Mauro se fosse stato rieletto, nel 2017. Non è accaduto». La sorella ha sottolineato che il sindaco non ha mantenuto la promessa, nonostante le solenni dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale. La madre ha anche espresso la sua frustrazione: «Nessuna via, nessuna piazza dedicata al suo calvario, nonostante le solenni promesse fatte dal sindaco ancora in campagna elettorale».
Il sindaco Fiocco ha risposto affermando che la norma consente di dedicare vie e piazze a persone decedute da almeno dieci anni, ma serve un’autorizzazione della prefettura. Ha spiegato che, con un procedimento giudiziario in corso, non è stata concessa l’intitolazione. «Comprendo il loro dolore, ma dal punto di vista giuridico non posso fare altro che attendere», ha detto. La madre, però, non demorde: «A pochi passi dalla futura caserma c’è lui che riposa. Lasciatelo in pace, almeno ora, lasciatelo in pace».
La famiglia non ha perdonato, perché da parte del carabiniere non c’è mai stato un momento di pentimento. «Noi non abbiamo perdonato, perché da parte del carabiniere non c’è mai stato un momento di pentimento», ha detto la madre. La richiesta della famiglia è chiara: che la memoria di Mauro Guerra non venga dimenticata e che il dolore non venga minimizzato. La famiglia chiede che le persone sappiano e non dimentichino che il fratello è stato ucciso per niente e che nessuno ha realmente pagato.
