Una mostra a Pechino celebra il dialogo tra arte italiana e cinese in cento opere
A Pechino una mostra in cento opere mostra il dialogo tra arte italiana e cinese

Il 29 luglio 2026, a Pechino, si è aperta una mostra che racconta il dialogo tra l’arte italiana e la Cina attraverso cento opere. L’evento, ospitato al Guardian Art Center, è parte delle iniziative promosse per il 55mo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. La mostra, intitolata Memory and Future, offre una panoramica della ricerca artistica italiana del Novecento e del XXI secolo, con un focus su opere che testimoniano il legame tra le due culture. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 9 settembre, rappresenta uno dei progetti più significativi dedicati all’arte italiana contemporanea realizzati negli ultimi anni nella capitale cinese.
Un dialogo tra passato e presente
La mostra non si limita a presentare opere storiche, ma propone una riflessione sulla continuità della cultura italiana, mettendo al centro il rapporto tra memoria, innovazione e capacità della tradizione di rigenerarsi nel tempo. Il titolo della mostra richiama un’idea condivisa tanto dalla cultura italiana quanto da quella cinese: il patrimonio del passato continua a produrre significati nel presente, alimentando nuove forme di ricerca artistica. L’esposizione, articolata in sei sezioni tematiche, mette in relazione esperienze artistiche diverse, offrendo una lettura trasversale della produzione italiana moderna e contemporanea.
Da Morandi a Pistoletto e oltre
Il percorso espositivo inizia con le opere di Giorgio Morandi, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro e Michelangelo Pistoletto, figure che hanno profondamente segnato la storia dell’arte del Novecento. Il percorso si apre ai protagonisti dell’Arte Povera, della Transavanguardia e della ricerca contemporanea, accostando autori storicizzati e artisti delle generazioni più recenti. Tra i nomi presentati, si trovano Giorgio Griffa, Bruno Ceccobelli, Carla Tolomeo, Jannis Kounellis, Sandro Chia, Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Fabio Mauri. In mostra trovano spazio anche lavori legati al MU-PA – Museo del Parco di Portofino e alla Galleria Civica di Portofino, testimonianza di una rete di relazioni che ha accompagnato l’evoluzione dell’arte italiana.
La mostra include anche opere realizzate nell’ambito del programma culturale delle Olimpiadi di Pechino del 2008 e lavori realizzati durante il progetto di residenze Sviluppi del Contemporaneo, promosso dall’Ambasciata d’Italia in Cina e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino. Le opere di Enzo Cacciola, Vincenzo Mascia, Davide Bramante, Luca Pozzi, Matteo Basilé, Davide Sebastian, Flavio Favelli e Daniele Sigalot testimoniano un modello di cooperazione fondato sulla produzione di nuove opere e sul confronto diretto con il contesto culturale cinese.
Un progetto di collaborazione internazionale
La mostra è organizzata dal Beijing Guardian Art Center e dall’Associazione Nuova Artemarea ETS, con il patrocinio della Fondazione Italia Cina e il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e del MU-PA – Museo del Parco di Portofino. L’intero progetto è diretto da Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, mentre il comitato curatoriale e scientifico è composto da Daniele Crippa, Manuela Valentini, Ren Jingge e Giorgia Cestaro. Tra i nomi presentati, si trovano anche Omar Galliani, Luca Caccioni e Tommaso Cascella, che hanno lasciato un segno fondamentale nella formazione di nuove generazioni di artisti italiani e cinesi all’interno delle principali accademie del nostro Paese.
