Moussa Sangare condannato a vita per omicidio di Sharon Verzeni
Moussa Sangare, 31 anni, condannato a vita per omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, a Terno d’Isola.
Moussa Sangare, 31 anni, nato a Milano da genitori di origine maliana, è stato condannato a vita per l’omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, una ex barista e ex estetista, uccisa a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo, la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024. L’episodio, avvenuto mentre la vittima era in giro a piedi, ha suscitato scalpore per la natura cruenta e premeditata del crimine. La sentenza, emessa da un tribunale di Bergamo, ha incluso aggravanti per la premeditazione, i motivi frivoli e la debolezza della difesa della vittima, data la situazione notturna e l’isolamento della vittima.
Un atto di follia premeditato
Secondo quanto riferito da fonti investigative, Sangare aveva già espresso l’intenzione di uccidere qualcuno per divertimento, poco prima dell’omicidio. L’uomo, in possesso di un coltello, aveva minacciato due adolescenti poco prima di incontrare Sharon Verzeni. Mentre la vittima era intenta a osservare le stelle con le cuffie, Sangare l’ha colpita con un colpo mortale. Durante l’interrogatorio, l’imputato ha ammesso di averle chiesto “perché” lo faceva, prima di ucciderla, e di averle detto scuse prima dell’atto.
Una fuga strategica per evitare l’identificazione
Dopo l’omicidio, Sangare ha lasciato la sua abitazione in un edificio occupato a Susio, vicino a Terno d’Isola, e ha fuggito in bicicletta. Per evitare di essere riconosciuto, ha modificato alcune parti della bicicletta e ha anche tagliato i suoi capelli. Questi gesti, secondo le fonti investigative, fanno parte di una strategia per occultare la sua identità e evitare di essere individuato. L’uomo, che era un ex calciatore dilettante e cameriere in pizzeria, ha tentato di nascondersi per diversi giorni prima di essere arrestato.
La sentenza del tribunale di Bergamo ha considerato il contesto del crimine, che si è verificato in un’area isolata e notturna, con la vittima sola e vulnerabile. L’aggravante della premeditazione e dei motivi frivoli ha contribuito a una condanna severa. La vittima ha ripetutamente chiesto a Sangare il motivo del suo gesto prima di essere uccisa. L’omicidio ha suscitato reazioni forti nella comunità locale, con l’attenzione su un caso che ha messo in luce i rischi di comportamenti violenti e premeditati, anche da parte di individui con un background diverso.
La vicenda di Moussa Sangare e Sharon Verzeni rappresenta un caso drammatico che ha scosso la comunità di Terno d’Isola e ha suscitato dibattiti su sicurezza e prevenzione del crimine. La condanna a vita conferma l’importanza di un sistema giudiziario che punisce con fermezza i reati più gravi. L’omicidio ha messo in luce la necessità di una maggiore vigilanza e di interventi mirati per prevenire episodi simili, soprattutto in contesti isolati e notturni.
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