Sarah Scazzi e il fratello Claudio: «Non ho più visto zio Michele». Il luogo del delitto emerge su Google Maps

Sarah Scazzi, 14 anni dopo l’omicidio, il fratello Claudio racconta ricordi e interrogativi. Il luogo del delitto compare su Google Maps.

Sarah Scazzi, 14 anni dopo l’omicidio che la vide uccisa il 26 agosto 2010, è ancora oggi al centro di interrogativi e ricordi. Il fratello Claudio, intervistato da Fanpage.it, ha raccontato le sue emozioni e le sue riflessioni su quel tragico episodio. «Non ho più visto zio Michele», ha detto, sottolineando l’assenza di un parente che, per lui, ha rappresentato un punto di riferimento. Il ricordo di Sarah, però, rimane vivo, come lo sono i dettagli di quel giorno che ha cambiato la vita di una famiglia intera.

«Sono stati anni molto lunghi, difficili. Le perdite non si assorbono mai del tutto. Quando si perde un familiare non si riesce completamente a passare oltre», ha detto Claudio a Fanpage.it. La telefonata che ha cambiato la vita di Claudio è arrivata da Milano, dove si trovava appena rientrato dalle vacanze estive e si stava riposando dopo un turno notturno. La madre gli ha confidato che Sarah non era tornata a casa, e lui si è trovato catapultato in un mondo diverso.

Un processo che ha sconvolto l’Italia

Il delitto di Avetrana, come è stato definito, ha scosso l’opinione pubblica e ha seguito uno dei processi mediatici più seguiti nella storia del Paese. Dopo anni di dibattimento, il 21 febbraio 2017 la Corte suprema di cassazione ha riconosciuto colpevoli Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della vittima, condannandole all’ergastolo. Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, è stato condannato a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove, ma oggi è in libertà vigilata.

«Michele ha cambiato circa 8 versioni, a volte con dettagli importanti, altre con dettagli insignificanti», ha spiegato Claudio, sottolineando come la sua versione del fatto sia quella che ha valore per lui. Per me vale quello che si è detto nel processo, ha concluso, riferendosi alle testimonianze di Cosima, Sabrina e Michele, che hanno lasciato un’impressione indelebile.

Un ricordo che non si cancella

«Sarebbe diventata una donna con principi sani, apprezzabile e valida nella vita come lo sono voluto diventare io», ha concluso Claudio, riferendosi al sogno di Sarah. I ricordi di momenti di divertimento, come andare al mare insieme, e gli oggetti che usava quotidianamente, come i peluche e i diari, sono ancora con lui a Milano. «Mi rimangono i ricordi di momenti di divertimento, come andare al mare insieme, e gli oggetti, come i peluche e i diari, cose che usava in maniera giornaliera e che ho con me qui a Milano», ha spiegato.

Il luogo del delitto, però, non è stato dimenticato. Sui archivi di Google Maps appare un’immagine che potrebbe rivelare qualcosa di nuovo. Cercando via Grazia Deledda, l’abitazione che è stata immortalata dalla Google Cars è quella che 14 anni fa potrebbe aver visto Sarah arrivando a casa degli zii. La strada appare deserta, immersa in un’atmosfera cupa. Il cielo nuvoloso e la famigerata Panda rossa di Michele Misseri, utilizzata per trasportare il cadavere della nipote, è parcheggiata nella stessa posizione in cui si troverà dopo l’omicidio.