Paderno, terzo furto al museo Conca Madre in un anno
Terzo furto al museo Conca Madre a Paderno in un anno: reperti e pannelli scomparsi

Paderno d’Adda, 1 agosto 2026 – Il museo Conca Madre ha subito un altro furto, stavolta per la terza volta in un anno. Il raid, probabilmente avvenuto nella scorsa notte o nei giorni precedenti, ha visto divelti i portoni in ferro e asportate le serrature, con il furto di reperti, pannelli e materiale elettrico dei quadri di comando della vecchia turbina. La scoperta è avvenuta durante un sopralluogo di routine, effettuato da Luigi Gasparini, presidente della cooperativa sociale Solleva che gestisce il sito per conto del Parco Adda Nord. I carabinieri di Merate sono intervenuti sul posto per indagare sull’episodio.
Un museo in pericolo
Il museo, situato lungo il Naviglio di Paderno, è un’installazione storica realizzata a fine Settecento su progetto di Pietro Nosetti. All’interno sono esposte riproduzioni fotografiche e disegni di artisti locali dedicati al fiume Adda, mentre al piano interrato si conserva la vecchia turbina con i suoi quadri di comando. L’ultimo furto ha messo a nudo la fragilità del presidio, che dal 2021 è affidato in concessione alla cooperativa Solleva insieme ad altri siti del Parco Adda Nord.
Il museo si sta svuotando, pezzo dopo pezzo. L’elenco di ciò che manca è lungo, e la situazione non sembra migliorare. Il furto ha interessato non solo reperti, ma anche pannelli e materiale elettrico, con conseguenze dirette sul funzionamento del sito. La cooperativa, che gestisce il museo, ha già risposto con un gruppo elettrogeno, permettendo il ripristino del servizio, pur con limitazioni.
Un ciclo di violenze
Questo non è il primo episodio di violenza a colpire il museo. A febbraio, il sito era finito nuovamente nel mirino, insieme all’edificio della Conca delle Fontane, con il furto di rame e metalli e la scomparsa di due opere artigianali dell’artista trezzese Peppino Baghetti, scomparso poche settimane prima. Il 24 marzo, invece, era toccato al ristoro, con il furto di centinaia di metri di cavo elettrico, quattro bombole di gas e alcune fioriere, causando danni strutturali a pozzetti e canaline.
La cooperativa ha espresso preoccupazione per la situazione. Gasparini ha descritto l’impatto del furto come “ovunque devastazione”, sottolineando l’effetto negativo su un’istituzione che ha come obiettivo la conservazione della storia dell’acqua sull’Adda. L’entità del danno è ancora da quantificare, ma il museo, che nasce per raccontare la storia dell’acqua sull’Adda, si sta lentamente svuotando. Le indagini dei carabinieri sono in corso, ma i responsabili restano ancora ignoti. Il presidente della cooperativa ha espresso la sua preoccupazione, ma non ha ancora espresso l’intenzione di sospendere l’attività. Il museo, pur con i suoi problemi, rimane un simbolo della cultura locale e della storia dell’Adda, e la sua tutela resta un tema cruciale per la comunità.
