Un padre cristiano arrestato in auto per ascoltare la Bibbia in Cina
Un padre cristiano arrestato in auto per ascoltare la Bibbia in Cina, in un contesto di repressione religiosa.

Un padre cristiano catturato durante un controllo stradale per ascoltare la Bibbia in auto, in Cina, ha visto il suo viaggio familiare interrotto da un arresto improvviso. L’uomo, convertito da un’origine musulmana, era in viaggio con la famiglia, tra cui un bambino di meno di un anno, quando è stato fermato da agenti di polizia. L’incidente, descritto come un evento banale, ha rivelato la pressione crescente su chi pratica la religione in un Paese dove la libertà religiosa è limitata.
Un controllo stradale che cambia la vita
Il padre, che ascoltava la Bibbia attraverso una chiave USB collegata all’autoradio, è stato fermato durante un viaggio ordinario. Gli agenti hanno scoperto la chiave USB e hanno chiesto cosa contenesse. L’uomo ha risposto apertamente, dichiarando di credere in Gesù e di ascoltare la Bibbia. Dopo questa confessione, è stato portato in custodia, senza spiegazioni ufficiali per la famiglia. I suoi familiari hanno trovato rifugio presso una famiglia cristiana locale, rimanendo senza notizie per diversi giorni.
La situazione dei cristiani in Cina si fa sempre più preoccupante. L’ONG Portes Ouvertes ha segnalato “incidenti simili” già avvenuti nella stessa regione. Altri cristiani sono stati arrestati per ascoltare la Bibbia in luoghi pubblici, come un uomo che usava degli auricolari in un parco. Questi episodi, spesso accompagnati da detenzioni di breve durata, mettono in evidenza una crescente repressione nei confronti dei credenti.
Un fenomeno diffuso e preoccupante
La situazione in Cina per i cristiani è diventata sempre più complessa. La vendita di Bibles online è stata vietata dal 2018, limitando l’accesso a testi religiosi. Molti credenti si sono quindi rivolti a dispositivi come lettori audio e MP3. Questo ha portato a diversi casi legali, tra cui l’arresto di Lai Jinqiang, un imprenditore cristiano accusato di vendere in grandi quantità dispositivi per ascoltare la Bibbia. Per questo caso, il procuratore ha richiesto fino a cinque anni di carcere.
La libertà religiosa in Cina rimane un tema delicato. Questi episodi, che vanno dal controllo stradale all’arresto per la vendita di dispositivi, mostrano una tendenza chiara: l’uso della Bibbia audio, sia nel commercio che nell’ascolto personale, è oggetto di attenzione speciale da parte delle autorità. Molti credenti costretti a praticare la loro fede in modo discreto, spesso a rischio di conseguenze legali. La repressione nei confronti dei cristiani in Cina si fa sempre più evidente. L’organizzazione ha anche sottolineato che la Cina è classificata al 17° posto nell’Index Mondiale di Persécuzione dei Chrétiens 2026. Secondo l’ONG, molti convertiti da un’origine musulmana o bouddhista vengono considerati “traitres” e rifiutati dalla loro comunità. Questi episodi, spesso accompagnati da interrogatori e detenzioni, mettono in luce la crescente tensione tra la religione e lo Stato.
