Uomo di Cuneo ascolta Radio Maria a volume alto per assistere madre malata, giudice lo assolve
Uomo di Cuneo ascolta Radio Maria a volume alto per assistere madre malata, giudice lo assolve

Un uomo residente nel Cuneese è stato denunciato per molestie da un vicino, ma il Tribunale di Cuneo ha assolto l’uomo, ritenendo che il suo comportamento fosse motivato da un bisogno morale. L’uomo, che ascoltava continuamente Radio Maria a volume alto, era in realtà in assistenza alla madre malata, la quale trovava conforto nelle preghiere in diretta. Il giudice ha sottolineato che il comportamento non costituiva un reato, ma un atto di utilità morale. La vicenda risale al 2023 e ha visto due interventi dei carabinieri, con un ulteriore scontro tra i due vicini.
Ascoltare Radio Maria a volume alto per assistere la madre
Il vicino aveva denunciato l’uso molesto della radio, lamentando che l’apparecchio veniva posizionato sul muro di confine con il volume alzato appositamente per infastidirlo. L’uomo, però, ha spiegato che la radio era tenuta accesa per seguire le trasmissioni religiose e per accompagnare la madre, la quale aveva peggiorato le condizioni di salute. Il giudice ha ritenuto plausibile questa spiegazione, considerando l’importanza del supporto morale per la donna anziana. Fu in quell’occasione che l’uomo ha raccontato le condizioni di salute della madre, che era costretta a letto.
Prove insufficienti per stabilire il volume eccessivo
Le registrazioni video allegate al fascicolo non sono state sufficienti a determinare con certezza il volume della radio. Il giudice ha ritenuto insufficienti le prove raccolte, nonostante il vicino avesse segnalato l’uso molesto. Inoltre, le trasmissioni erano sempre a sfondo religioso e la radio rimaneva accesa per diverse ore consecutive. Il giudice ha sottolineato che il comportamento dell’uomo non era da sanzionare, ma rappresentava un’azione di sostegno morale. Il giudice Ruggiero Berardi ha concluso che il comportamento dell’uomo non costituiva un reato, ma un atto di utilità morale. La sentenza ha anche condannato il vicino a pagare 1.500 euro di spese legali. La vicenda è stata raccontata dal Corriere della Sera, che ha sottolineato l’importanza del contesto emotivo e morale nel giudizio.
Il giudice ha precisato che si trattava sempre di trasmissioni a sfondo religioso sintonizzate su Radio Maria, e che la radio restava accesa per diverse ore consecutive. La vicenda ha visto un ulteriore intervento dei carabinieri a ottobre, quando si è verificato un nuovo scontro tra i due vicini. Il giudice ha ritenuto plausibile la ricostruzione dell’uomo in merito alla collocazione della radio con finalità di beneficio per l’anziana madre. Il giudice ha ritenuto che il comportamento dell’uomo fosse motivato da un bisogno morale. Le registrazioni video non sono state sufficienti a stabilire con certezza il volume della radio.
