Papa Leone XIV e i 80mila giovani al Stade de France: preghiera, musica e l’invito a sognare in grande

Papa Leone XIV incontra 80mila giovani al Stade de France con preghiera e invito a sognare in grande.

Il Papa Leone XIV ha incontrato 80mila giovani al Stade de France il 18 settembre 2026, in una veglia di preghiera che ha visto la partecipazione di un pubblico completamente esaurito. L’evento, organizzato per celebrare la fede e l’invito a “sognare in grande”, ha combinato musica, spettacolo, testimonianze e momenti di silenzio e preghiera. La serata, condotta con il filo conduttore della santità, ha cercato di parlare a tutti, ai giovani nella loro diversità, e di trasmettere una speranza forte.

Una generazione tra vuoto esistenziale e sete spirituale

La responsabile della pastorale giovanile, Faustine Fayette, ha sottolineato come i giovani francesi siano segnati da un grande vuoto esistenziale, ma anche da una sete spirituale intensa. “Stiamo vivendo un paradosso”, ha osservato, “una generazione che non ha ricevuto nulla dai propri genitori ed ha subito un salto nella trasmissione della fede. È come se avessimo chiuso la porta e loro fossero rientrati dalla finestra.” La veglia, pensata per parlare a tutti, ha cercato di offrire un’esperienza di fede in cui i giovani potessero sperimentare l’amore di Dio per ciascuno di loro e per il mondo.

La frase più frequente nella Bibbia è ‘non abbiate paura’, un invito che i Papi rivolgono regolarmente ai giovani. Faustine ha spiegato che in un mondo virtuale, dove tutto galleggia nel provvisorio, è importante ricordare che ci sono state persone che hanno vissuto la loro fede arrivando persino a morire per essa. L’idea è quella di mostrare che è ancora possibile oggi spendersi per grandi cause, come l’ecologia, la solidarietà, la carità e il dialogo.

Testimonianze e impegno per la missione

Le testimonianze raccontate durante la veglia sono state scelte per mostrare la forza e il sostegno che Dio può offrire nella vita quotidiana, soprattutto nelle difficoltà e nei momenti di prova. Il programma ha alternato musica, momenti di riflessione e preghiera, con elementi di spettacolo che hanno cercato di parlare al linguaggio del mondo giovanile. L’invito alla santità, un tema ricorrente nei discorsi dei Papi, è stato presentato come un invito a sognare in grande, come ha detto Papa Francesco.

La veglia è stata pensata per parlare a tutti, ai giovani nella loro diversità. Un gruppo di persone, scelto per esperienze e sensibilità diverse, ha contribuito a costruire un percorso rivolto non soltanto ai giovani cattolici più impegnati, ma anche a chi si trova ai margini della pratica religiosa o è semplicemente in ricerca. Si tratta, in fondo, di interrogarsi sulle periferie verso le quali ci ha invitato a guardare Papa Francesco. La responsabile della pastorale giovanile ha espresso l’aspettativa che i giovani lascino l’evento con una sensazione di aver vissuto un’esperienza di fede forte. “Da Papa Leone mi attendo parole di incoraggiamento, l’invito ai giovani a diventare ciò che devono essere per cambiare il mondo, andando avanti ciascuno nel suo cammino, senza voltarsi indietro”, ha concluso.