Pavel Durov, fondatore di Telegram, ricercato per aver facilitato attività terroristiche in Russia
Pavel Durov, fondatore di Telegram, è ricercato per aver facilitato attività terroristiche in Russia, secondo l’Fsb.

Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, è stato incluso nella lista dei ricercati da parte delle autorità russe per l’utilizzo della sua piattaforma, che avrebbe facilitato attività terroristiche. Secondo il servizio di intelligence interno del governo russo, l’Fsb, Durov è accusato di non aver accettato la richiesta di rimuovere canali e bot utilizzati dai servizi speciali ucraini e da organizzazioni terroristiche per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo. L’incriminazione è legata a un servizio di incontri, Leonardo Dayvinchik, attraverso il quale agenti ucraini, fingendosi donne, avrebbero contattato giovani russi per spingerli ad azioni di sabotaggio o terroristiche. Le accuse indicano un collegamento tra la sua piattaforma e attività di reclutamento di individui per atti di terrorismo.
Arresti di giovani in Russia
Dal luglio dello scorso anno, l’Fsb ha arrestato 46 giovani e giovanissimi in diverse regioni della Russia, accusati di aver compiuto aggressioni contro membri delle forze dell’ordine e atti di sabotaggio contro infrastrutture energetiche e dei trasporti. Questi giovani avrebbero frequentato il servizio di incontri incriminato, che è stato utilizzato per reclutare individui per atti di terrorismo. L’incriminazione di Durov è vista come un collegamento tra la sua piattaforma e queste attività, anche se non è chiaro se lui abbia diretta partecipazione o solo abbia facilitato l’accesso a informazioni sensibili. La piattaforma è stata utilizzata per coordinare azioni di sabotaggio e terrorismo.
Durov, nato in Russia, ha lasciato il Paese nel 2014 e ha acquisito le cittadinanze francese e degli Emirati arabi uniti. In Francia, era stato arrestato nell’agosto del 2024 per aver non impedito la pubblicazione di contenuti illegali sulla sua piattaforma. Dopo un periodo di detenzione, Durov è tornato negli Emirati arabi uniti, dove ha sede la sua società. Il fondatore di Telegram ha avuto diversi scontri con le autorità di Paesi della UE, tra cui un arresto in Francia. L’accesso a Telegram in Russia è bloccato, ma le istituzioni, compreso l’ufficio stampa del Cremlino, continuano a utilizzare la piattaforma per diffondere notizie, grazie all’utilizzo di sistemi come i Vpn.
Risposta di Durov alle accuse
Durov ha risposto alle accuse con un post sul profilo ufficiale di X, in cui ha mostrato una foto in cui mostra il dito medio all’obiettivo. Questo gesto è stato interpretato come una forma di protesta contro le accuse e una difesa della libertà di messaggistica online. Nonostante le accuse, Durov continua a sostenere che la sua piattaforma non è stata utilizzata per scopi illegali, ma è un mezzo di comunicazione necessario per la società moderna. La sua posizione è che la piattaforma non è responsabile per attività di terrorismo. La situazione rimane in sospeso, con Durov in cerca di un’uscita da Russia e con le autorità che continuano a monitorare l’uso della sua app.
La sua storia è segnata da conflitti con le autorità di diversi Paesi, tra cui l’Europa e la Russia. Durov ha sempre sostenuto la libertà di messaggistica online, anche a scapito di normative e limitazioni. L’incriminazione da parte delle autorità russe rappresenta un ulteriore passo in questa sua battaglia. Nonostante le accuse, Durov continua a sostenere che la sua piattaforma non è stata utilizzata per scopi illegali, ma è un mezzo di comunicazione necessario per la società moderna. La sua posizione è che la piattaforma non è responsabile per attività di terrorismo. La situazione rimane in sospeso, con Durov in cerca di un’uscita da Russia e con le autorità che continuano a monitorare l’uso della sua app.
