La Puglia riceve un giudizio critico sulla gestione Pnrr e sanità: Decaro: “Conoscevo le criticità fin dal primo giorno”

La Corte dei Conti segnala criticità nella gestione Pnrr e sanità in Puglia. Il governatore Decaro: “Conoscevo le criticità fin dal primo giorno”.

Corte dei Conti segnala criticità nella gestione Pnrr e sanità in Puglia, con dati di spesa elevati e pagamenti in ritardo
Corte dei Conti segnala criticità nella gestione Pnrr e sanità in Puglia, con dati di spesa elevati e pagamenti in ritardo

La Corte dei Conti ha espresso un giudizio critico sul rendiconto generale della Regione Puglia per il 2025, mettendo in luce problematiche legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e al settore sanitario. Il giudizio, reso noto il 29 luglio 2026, ha evidenziato un disavanzo sanitario significativo e un ritardo nella gestione dei fondi del Pnrr. Il governatore Antonio Decaro ha riconosciuto le criticità, affermando di conoscerle fin dal primo giorno del suo mandato.

Spesa sanitaria in aumento, disavanzo triplicato

Il bilancio consolidato 2025 della Regione Puglia si è chiuso con una perdita di 349,10 milioni di euro, un incremento del 314 per cento rispetto al 2024. La Corte dei Conti ha sottolineato che il disavanzo è stato aggravato dalla mancata erogazione di contributi in conto esercizio e dall’assenza di interventi finanziari straordinari. La spesa per il personale è cresciuta di 157 milioni, con un saldo occupazionale positivo di 2.367 unità. Inoltre, la spesa farmaceutica ha registrato un aumento del 5,82 per cento, superando il limite massimo fissato dalla normativa statale. La Corte ha anche segnalato il peso dei flussi in uscita per ricoveri, diretti principalmente verso Emilia-Romagna e Lombardia, con una concentrazione nella disciplina di ortopedia e traumatologia. La spesa per i dispositivi medici ha toccato i 627,60 milioni, un incremento del 7,5% rispetto all’anno precedente.

Pnrr in ritardo, pagamenti al 33% del totale

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha visto un incremento del 12 per cento nei pagamenti, passati dal 21 al 33 per cento del totale dei progetti finanziati. Tuttavia, la Corte ha rilevato che il piano è sostanzialmente giunto alla chiusura, con un’accelerazione necessaria per migliorare la realizzazione degli interventi. Le missioni con maggiore incidenza sul finanziamento totale, come la Missione 6 (Salute), hanno impegnato quasi l’intero budget ma registrano pagamenti bassissimi, non superando il 9 per cento.

La Missione 5 (Inclusione e coesione) ha impegnato il 71,5 per cento ma pagato solo il 31 per cento, mentre la Missione 3 (Infrastrutture per una mobilità sostenibile) ha impegnato il totale ma pagato meno del 59 per cento. La presidente della sezione di controllo regionale, Cinzia Barisano, ha sottolineato che i pagamenti rimangono bassi e che è necessario un’accelerazione decisamente forte per migliorare la gestione dei fondi.

Decaro ha riconosciuto le criticità emerse, affermando di conoscerle fin dal primo giorno del suo mandato. Ha spiegato che la Regione sta cercando di intervenire attraverso una cabina di regia per ottimizzare la spesa senza compromettere i servizi. Il governatore ha anche sottolineato la complessità della macchina amministrativa regionale e il contesto di finanza pubblica nazionale, in cui le Regioni assumono maggiore responsabilità con un ristoro da parte dello Stato in calo. Decaro ha espresso la sua preoccupazione per le inefficienze e i ritardi, ma ha anche ribadito la sua volontà di migliorare la gestione dei servizi. “Non voglio scaricare le inefficienze su un sistema nazionale che non aiuta, però non posso nemmeno tacere su quello che manca o che spetta in termini di diritti e quindi in termini di risorse”, ha dichiarato il governatore.