Questore di Padova: «Non esistono zone franche, lo Stato risponde alle comunità»

Questore di Padova: «Non esistono zone franche, lo Stato risponde alle comunità»

Polizia di Stato effettua controlli a Padova, nessuna zona franca, risposte immediate alle comunità
Polizia di Stato effettua controlli a Padova, nessuna zona franca, risposte immediate alle comunità

Il questore di Padova, Marco Odorisio, ha sottolineato che non esistono “zone franche” sul territorio comunale e che lo Stato risponde immediatamente alle esigenze delle comunità locali. Parlando dei risultati ottenuti nel mese di luglio, in particolare nel popoloso quartiere Arcella, considerato uno dei più difficili sul fronte della sicurezza, Odorisio ha spiegato come le attività di prevenzione e controllo del territorio, effettuate grazie alle segnalazioni dei cittadini, dimostrino l’impegno delle forze dell’ordine a garantire la legalità e il rispetto delle regole.

Controlli straordinari e risultati concreti

Nel corso di 13 servizi straordinari svolti a partire dal primo luglio, la Polizia di Stato ha controllato 2.866 persone, di cui 671 risultate gravate da reati contro il patrimonio, la persona e gli stupefacenti. Tra i risultati, tre arresti: uno per spaccio di sostanze stupefacenti e due per reati contro la persona e in materia di armi. L’attività ha visto il coinvolgimento di equipaggi della Questura, del reparto Prevenzione Crimine, dell’ufficio Immigrazione, della Squadra Mobile e delle Unità cinofile. Il quartiere Arcella, in particolare, è stato oggetto di un maxi controllo che ha interessato anche due bar di via San Bellino e in via Minio.

Le misure di prevenzione e le espulsioni

Le attività hanno portato all’adozione di 75 misure di prevenzione personali, tra cui 19 fogli di via obbligatori, 15 avvisi orali, 26 divieti di accesso ai centri urbani e Daspo Willy, 8 ammonimenti e 7 Daspo fuori contesto. Contestualmente, sono stati adottati 48 provvedimenti di espulsione nei confronti di cittadini stranieri irregolari, con 28 accompagnamenti e collocamenti in centri di espulsione in diversi territori nazionali. Tra i cittadini espulsi, 12 tunisini, 5 egiziani, 5 marocchini, 2 nigeriani, 2 gambiani, 1 algerino e 1 cinese.

Le segnalazioni dei cittadini e la collaborazione

Le operazioni sono state supportate dalle segnalazioni dei cittadini, che hanno evidenziato come, soprattutto nel weekend, alcuni gruppi di giovani creino situazioni di disturbo alla quiete pubblica. I commercianti della zona hanno segnalato fenomeni di criminalità diffusa, spaccio di sostanze stupefacenti, degrado urbano e illegalità. Il questore ha sottolineato come i servizi straordinari siano finalizzati a garantire maggiore sicurezza e vivibilità per le comunità locali. Il questore ha ribadito che lo Stato non concede “zone franche” e che le risposte alle esigenze dei territori arrivano in modo immediato e concreto. L’attività di controllo ha visto il coinvolgimento di diverse unità operative, con un impegno costante per garantire la sicurezza e la legalità. I servizi straordinari proseguiranno in tutti i quartieri cittadini e nei comuni della provincia, con l’obiettivo di ottimizzare la prevenzione e il controllo del territorio in un’ottica di servizio a favore delle comunità.

La Polizia di Stato ha anche raccolto segnalazioni di commercianti che hanno segnalato situazioni di disturbo nel weekend, con gruppi di giovani che creano problematiche di quiete pubblica. L’attività di controllo ha avuto come obiettivo il contrasto della criminalità diffusa, del degrado urbano e di ogni forma di illegalità. Il questore ha sottolineato come le forze dell’ordine siano sempre pronte a rispondere alle esigenze delle comunità, garantendo un ambiente sicuro e rispettoso delle regole.