Rinnovo frequenze 5G fino al 2037, Agcom apre consultazione per investimenti in infrastrutture

Agcom avvia consultazione per rinnovo frequenze 5G fino al 2037, obblighi di investimenti e accesso a operatori concorrenza.

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni apre consultazione per rinnovo frequenze 5G fino al 2037, con obblighi di investimenti e accesso a operatori concorrenza
Autorità per le garanzie nelle comunicazioni apre consultazione per rinnovo frequenze 5G fino al 2037, con obblighi di investimenti e accesso a operatori concorrenza

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha avviato la terza consultazione pubblica sul rinnovo dei diritti d’uso delle frequenze radiomobili in scadenza al 31 dicembre 2029. L’obiettivo è fissare la data di scadenza al 2037, in linea con le bande 5G, e prevedere un rinnovo non oneroso in cambio di investimenti in reti 5G standalone. La decisione, approvata durante la riunione del 29 luglio 2026, mira a garantire l’utilizzo efficiente delle risorse spettrali e a scongiurare ripercussioni sociali ed economiche. Gli operatori beneficiari dovranno rispettare obblighi di investimento per migliorare la copertura e la qualità dei servizi, nonché garantire l’accesso a favore di altri fornitori di reti e servizi.

Investimenti in 5G standalone per sviluppo tecnologico

La consultazione prevede l’obbligo per gli operatori di sviluppare reti 5G standalone, che rappresentano un passo fondamentale per l’evoluzione delle tecnologie di comunicazione. L’Agcom ha sottolineato l’importanza di queste reti, in linea con le tendenze di policy dell’Unione europea e le iniziative regolamentari di altri Paesi membri. Le reti 5G standalone sono essenziali per applicazioni come la guida autonoma, la robotica industriale, la telemedicina e l’automazione. Per garantire prestazioni adeguate, le nuove reti dovranno raggiungere velocità di almeno 150 Mbit/s in downlink e 30 Mbit/s in uplink, con una latenza end-to-end non superiore a 15 ms, misurate in condizioni di picco del traffico al 95% della popolazione. La procedura di rinnovo individua specifici obblighi di copertura e di qualità del servizio, stabilendo indicatori prestazionali (KPI) in grado di soddisfare i fabbisogni di connettività degli utenti e delle imprese. Gli obblighi di copertura si concentrano su aree critiche come le località montane, rurali, le direttrici di trasporto e i parchi nazionali. Per garantire il rispetto degli obblighi, l’Agcom ha adottato un modello simile a quello utilizzato per i piani di intervento pubblico nell’ambito del PNRR. I risultati dovranno essere verificati attraverso tre milestone, intermedi e finali, con campagne di misura sul campo.

Le modalità di esecuzione delle verifiche saranno definite dal Ministero delle imprese e del made in Italy, con supporto di un advisor e del Tavolo Tecnico 5G.

Concorrenza e accesso alle reti

Infine, nell’ottica di promuovere la concorrenza, gli operatori storici (Tim, Fastweb, Vodafone e WindTre) saranno tenuti a fornire servizi di accesso al quarto operatore radiomobile, iliad, e ai fornitori di servizi, inclusi gli operatori mobili virtuali. Questa misura mira a garantire un accesso equo alle risorse spettrali e a favorire l’innovazione nel settore. La consultazione è aperta fino al 5 ottobre 2026, con la possibilità per operatori, istituzioni e soggetti interessati di inviare contributi.

Il provvedimento prevede un adeguato sistema di verifica ex post, da effettuare attraverso campagne di misure sul campo, come già avviene in altri Paesi UE.

La consultazione rappresenta un passo importante per il settore delle telecomunicazioni italiano, con l’obiettivo di definire un quadro regolatorio che promuova lo sviluppo sostenibile delle reti 5G e la crescita del settore digitale in Italia.