Sanità Calabrese, Corte dei Conti non si pronuncia ma uscita dal commissariamento confermata
La Corte dei Conti non ha bloccato l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario, confermando la decisione del governo.

La Corte dei Conti non ha bloccato l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario, confermando la decisione del governo. Il provvedimento, adottato il 22 aprile scorso, ha visto la regione fuori dal regime di controllo governativo, senza alcun intervento formale da parte dei giudici contabili. La decisione è stata resa nota dopo una riunione della sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, tenutasi nella giornata di ieri. Il Collegio ha deliberato che «non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento», confermando l’effettiva conclusione del commissariamento per la sanità calabrese.
Procedura in corso, ma nessun stop al provvedimento
La procedura di controllo è in corso, ma non ha portato a un blocco del provvedimento. Il dpcm del 22 aprile, con cui il Consiglio dei Ministri ha ufficialmente dichiarato concluso il regime di commissariamento, è stato trasmesso all’ufficio centrale di bilancio della presidenza del Consiglio alla Corte dei Conti. Il sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria, Ettore Figliolia, aveva anticipato che il visto della Corte non era necessario, un’ipotesi che sembra confermata dal dispositivo diffuso nelle scorse ore. La Corte ha ritenuto che non fosse previsto un intervento formale, ma ha comunque richiesto chiarimenti sulla legittimità del provvedimento.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha confermato che la procedura di controllo è in corso e che il provvedimento è sottoposto alla registrazione della Corte dei Conti. «La presidenza del Consiglio dei Ministri e questo ministero stanno fornendo i chiarimenti e la documentazione richiesta», ha spiegato il ministro durante un question time. La riunione del 31 luglio era stata convocata per l’esame e la pronuncia sul visto e la conseguente auspicabile registrazione della delibera del 22 aprile. Tuttavia, la registrazione non è avvenuta, e la Corte ha scelto di non annullare l’atto del governo, pur non pronunciandosi formalmente.

La Corte non si pronuncia, ma la Calabria è comunque fuori dal commissariamento
La Corte dei Conti ha deliberato che «non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento», confermando l’effettiva conclusione del commissariamento per la sanità calabrese. Il provvedimento in esame era il dpcm del 22 aprile scorso, con cui il Consiglio dei Ministri ha ufficialmente dichiarato concluso il regime di commissariamento. La Corte ha ritenuto che non fosse necessario un intervento formale, ma ha comunque richiesto chiarimenti sulla legittimità del provvedimento. La decisione ha rassicurato le istituzioni locali e i cittadini calabresi, che attendevano da mesi una conclusione al commissariamento.
La situazione è considerata risolta, anche se la procedura di controllo non è ancora completata. La regione è comunque fuori dal regime di commissariamento, e le istituzioni locali hanno espresso soddisfazione per la conclusione del periodo di controllo governativo. La Corte dei Conti ha quindi riconosciuto la legittimità del provvedimento, pur non intervenendo in modo esplicito. La decisione ha rassicurato le istituzioni locali e i cittadini calabresi, che attendevano da mesi una conclusione al commissariamento.
La Corte ha riconosciuto la legittimità del provvedimento, pur non intervenendo in modo esplicito.
La regione è comunque fuori dal regime di commissariamento, e le istituzioni locali hanno espresso soddisfazione.
