Una scarpa da lavoro diventa icona: Tabi di Margiela vendute all’asta per 364.000 euro

Una scarpa da lavoro diventa icona: Tabi di Margiela vendute all’asta per 364.000 euro

Un paio di stivali con graffiti vende all'asta per 364.000 euro
Un paio di stivali con graffiti vende all’asta per 364.000 euro

Una scarpa da lavoro diventa icona

Il 9 luglio, a Parigi, un paio di stivali coperti di graffiti ha stabilito un nuovo record per una creazione firmata Martin Margiela. Il modello Tabi del 1991 è stato venduto all’asta per 364.000 euro, diventando l’opera più costosa dello stilista mai aggiudicata. L’evento, organizzato da Maurice Auction insieme a Kerry Taylor Auctions durante la settimana dell’Haute Couture parigina, ha messo in vendita 195 pezzi provenienti dall’archivio personale di Margiela, tra cui prototipi, disegni, maschere e materiali del periodo trascorso alla direzione creativa di Hermès tra il 1997 e il 2003. L’intera collezione ha totalizzato 1.385.020 euro, oltre quattro volte la stima iniziale.

Un simbolo di design e di ribellione

Le Tabi, considerate da quasi quarant’anni il simbolo della maison, hanno catturato l’attenzione del pubblico per la loro capacità di suscitare reazioni opposte. Nonostante il successo globale, continuano a dividere il pubblico. Per alcuni sono un’icona di design, per altri una delle scarpe più controverse mai realizzate. La loro origine risale al Giappone del XV secolo, dove i primi calzini tabi erano caratterizzati dall’alluce separato dalle altre dita per essere indossati con i tradizionali sandali geta e zori. Nel 1922, i fratelli Tokujiro e Sojiro Ishibashi applicarono una suola di gomma, trasformandoli nelle jika-tabi, scarpe da lavoro utilizzate da operai, contadini e postini. Uno dei due fratelli avrebbe poi fondato Bridgestone.

La reinterpretazione di Margiela nel 1988 ha dato vita a un modello che ha rivoluzionato la moda. Lo stesso stilista raccontò di aver continuato a riproporre le Tabi anche per una ragione pratica: non disponeva delle risorse economiche necessarie per progettare nuove scarpe ogni stagione. Quello che nacque come un limite si trasformò, con il tempo, in uno dei prodotti più riconoscibili della moda. Per anni le Tabi sono rimaste un simbolo riservato agli addetti ai lavori. Solo negli anni Duemilaventi sono entrate definitivamente nella cultura pop, ai piedi di celebrità come Zendaya, Dua Lipa, Kylie Jenner, Margot Robbie e Jacob Elordi, fino a diventare uno degli accessori più imitati dell’ultimo decennio.

La loro capacità di suscitare reazioni opposte è probabilmente il loro valore più riconosciuto. Non hanno mai cercato di piacere a tutti, ed è proprio da questa scelta che nasce il loro valore. Il paio venduto a Parigi apparteneva proprio ai primi anni della maison ed era stato esposto anche al Palais Galliera, dove i visitatori erano stati invitati a lasciare messaggi direttamente sulle scarpe. Un pezzo unico che ha superato il precedente record di Margiela all’asta, fermo a 101.400 euro. L’asta ha rappresentato anche un modo per gestire personalmente l’eredità creativa di Margiela. L’intera collezione ha totalizzato 1.385.020 euro, oltre quattro volte la stima iniziale. « Ho sentito che era arrivato il momento di separarmi da alcuni ricordi legati alla moda », ha dichiarato lo stilista in una delle sue rare prese di posizione pubbliche. Margiela, infatti, non ha mai concesso interviste né si è mai presentato al termine delle proprie sfilate. Secondo la banditrice Salomé Pirson, questa vendita rappresenta anche un modo per gestire personalmente la propria eredità creativa. Tra gli oggetti più ricercati figuravano il camice bianco indossato ogni giorno in atelier, venduto per 41.600 euro, e il suo telefono personale, dipinto di bianco e aggiudicato per 13.000 euro.