Sicilia in crisi di governo, Mannino: “Trent’anni di errori, ma non sono irrimediabili”

Calogero Mannino denuncia crisi istituziale in Sicilia: abbandono del territorio, manutenzione dei boschi e gestione dell’acqua in discussione.

Politica siciliana in crisi, abbandono del territorio e gestione inadeguata delle risorse naturali
Politica siciliana in crisi, abbandono del territorio e gestione inadeguata delle risorse naturali

La Sicilia in crisi di governo e di pensiero

L’onorevole Calogero Mannino ha lanciato un’analisi dura sulla crisi politica e istituzionale della Sicilia, sottolineando come il territorio sia stato abbandonato in termini concreti di gestione e manutenzione. “Trent’anni di errori, ma non sono irrimediabili”, ha detto, evidenziando come la politica regionale non abbia saputo affrontare complessità strutturali e fisiche, come la gestione delle acque, la manutenzione dei boschi e la mobilità. Secondo Mannino, il problema non è solo la mancanza di risorse, ma una mancata programmazione e una visione strategica del territorio. La politica si muove per mode, non per problemi strutturali.

Abbandono dei boschi e mancanza di programmazione

Mannino ha sottolineato come da trent’anni non si faccia più manutenzione dei boschi, un aspetto che ha portato a un aumento esponenziale degli incendi. “Il corpo forestale era un corpo profondamente tecnico, che non faceva solo vigilanza, ma gestione attiva delle superfici boschive. Questa funzione è stata abbandonata”, ha detto. L’Azienda Regionale delle foreste, che aveva un ruolo chiave nella programmazione e gestione dei boschi, è stata abolita nel 2000, riducendo drasticamente la capacità di intervento. “Il corpo forestale è diventato esclusivamente un corpo di lavoratori a cui viene garantito un reddito, senza competenze né funzione”, ha aggiunto.

La gestione dei boschi è diventata un’attività di occupazione. L’abolizione dell’azienda foreste ha decapitato la struttura del corpo forestale, riducendolo a un’istituzione priva di competenze e di funzione. “C’è un corpo senza il cervello”, ha detto Mannino, sottolineando come la mancanza di una struttura di direzione abbia portato alla perdita di una funzione essenziale: la vigilanza e la custodia. La conseguenza è stata un aumento esponenziale degli incendi, che hanno messo in evidenza le condizioni di abbandono dei boschi.

La gestione dell’acqua e il ruolo dell’Eas

Un altro tema cruciale è la gestione dell’acqua. L’Ente Autonomo Siciliano (Eas), preposto al governo delle acque, è stato sostituito da una società privata francese negli anni 2000, con scopi aziendali e non più funzionali. “Il profitto e scarsi, se non nulli, investimenti sulle reti”, ha sottolineato Mannino. Oggi, pur essendo tornato in mano statale, l’Eas non ha più la capacità di gestire in modo unitario le risorse idriche. “Le dighe costruite con il contributo della Cassa del Mezzogiorno sono in gran parte scollegate e non manutenute, riducendo la possibilità di fruizione”, ha aggiunto.

La gestione dell’acqua è diventata un’attività di profitto. La mancanza di una gestione unitaria ha portato a una serie di problemi, tra cui la scarsa manutenzione delle dighe e la mancata integrazione delle reti idriche. Mannino ha sottolineato come la Puglia abbia realizzato una gestione efficace degli acquedotti, mentre la Sicilia si trova in una situazione di abbandono e mancanza di programmazione. “La Regione dovrebbe porsi al centro di alcune aree di intervento, disciplina e governo, essenziale e strategico, del territorio”, ha detto.

La crisi non è solo di governo, ma di pensiero. Mannino ha concluso con un’analisi profonda: “La politica ha abbandonato l’idea di essere il centro della discussione e della risoluzione dei problemi. Questo è l’aspetto principale della crisi politica ed istituziale”. La Sicilia, pur con le sue potenzialità, si trova in un limbo di abbandono e mancanza di programmazione, ma non è troppo tardi per rimediare. “I fatti, gli errori, accaduti in questi ultimi trent’anni non possono essere considerati irrimediabili, devono essere rimediati”, ha concluso.