Social media picks for Hungary’s next president include meme star and Rubik’s Cube inventor
Hungarian president selection sees online figures like Hide the Pain Harold and Erno Rubik among public suggestions

La scelta del prossimo presidente della Hungaria si sta svolgendo in modo inaspettato, con nomi come il meme star “Hide the Pain Harold” e l’inventore del Rubik’s Cube, Erno Rubik, emersi come candidati popolari su piattaforme social. L’idea di coinvolgere il pubblico in questa decisione è nata dopo l’elezione del partito Tisza, che ha invitato i cittadini a proporre nomi, spaziando da scelte sensate a quelle bizzarre. Tra i suggerimenti, spiccano figure come la pornostar Barbara Palvin e l’ingegnere András Arató, noto per il meme “Hide the Pain Harold”. La figura di Eszter Jámbor, una content creator che si occupa di educazione sessuale, ha lanciato un sondaggio su Instagram, rivelando un interesse crescente per candidati non tradizionali.
Un processo democratico in evoluzione
Il nuovo primo ministro, Péter Magyar, ha sottolineato l’importanza di un processo partecipativo, invitando “pubblici, ONG e cittadini” a proporre nomi. Tuttavia, il processo ha subito un’interferenza quando Magyar ha annunciato la candidatura del maestro di scacchi Judit Polgár, senza consultare il pubblico. La decisione ha suscitato un forte dibattito, con Polgár stessa rifiutando la nomina. Magyar ha poi espresso scuse per il “malinteso”, ma i sondaggi hanno mostrato un calo del 3% nella popolarità del suo partito. Il dibattito si è intensificato, con figure come Imre Ónádi, un architetto che ha creato un gruppo Facebook per supportare Péter Márki-Zay, che ha espresso apprezzamento per il rifiuto di Polgár.
Un’elezione in bilico tra tradizione e innovazione
Nonostante l’invito a partecipare, il processo non ha un canale ufficiale per le proposte, e le discussioni si svolgono principalmente sui social media e in sondaggi online. Il governo ha creato uno spazio per consultazioni su regolamenti stradali, ma non ha ancora stabilito un meccanismo formale per le candidature presidenziali. La figura di Jámbor, che ha espresso un forte senso di partecipazione, ha sottolineato come il dibattito sia un segno di una maggiore consapevolezza civile. Tuttavia, il processo rimane incoerente, con il partito Tisza che dovrà proporre un candidato entro il 19 agosto. La scelta del candidato sarà determinata dai 141 deputati del partito, mentre il partito Fidesz, con 44 deputati, potrebbe nominare un proprio candidato, ma ha dichiarato di non partecipare all’elezione.
La situazione è ulteriormente complessa con l’intervento di organizzazioni come Amnesty International, che ha espresso apprezzamento per la rimozione del presidente Tamás Sulyok, ma ha criticato il metodo utilizzato per farlo. Áron Demeter, responsabile delle comunicazioni di Amnesty International a Budapest, ha sottolineato che il governo potrebbe aver dovuto optare per un’impeachment piuttosto che per un emendamento costituzionale. La scelta del candidato presidenziale rimane un tema dibattuto, con il pubblico che si esprime attraverso piattaforme digitali, mentre il governo cerca di trovare un equilibrio tra tradizione e innovazione.
La partecipazione del pubblico, sebbene non ufficiale, ha dato un’immagine di democrazia in movimento. Nomi come Erno Rubik e András Arató rappresentano una diversità di opinioni, segno di una società in cerca di rinnovamento. La scelta del prossimo presidente sarà un test per il nuovo governo, che dovrà affrontare le aspettative di un’opinione pubblica in cerca di partecipazione attiva.
Il processo di selezione non è ancora chiaro, ma il dibattito pubblico è in crescita. Il governo dovrà trovare un modo per integrare le opinioni del pubblico nel processo formale, pur mantenendo il controllo su una figura che rappresenti i valori del paese.
