Le zone più calde di Brescia: i dati che indicano dove l’isola di calore è più intensa
Brescia presenta aree con isola di calore urbana intensa, con dati che indicano via Milano, Stazione–via Corsica e Lamarmora come hotspot termici.

Le zone più calde di Brescia sono state identificate attraverso analisi satellitari e studi nazionali, che hanno confermato l’esistenza di aree con un’isola di calore urbana intensa. Tra le aree critiche si segnalano via Milano, Stazione–via Corsica e Lamarmora, dove le temperature superficiali si differenziano di 4–5°C rispetto alle aree meno urbanizzate. Questi dati, ottenuti con tecnologie come Landsat 8 e 9 e Sentinel, evidenziano come la struttura urbana, con superfici impermeabili e scarsa vegetazione, contribuisca a un accumulo termico che si prolunga anche nelle ore serali.
Le cause dell’isola di calore urbana a Brescia
La combinazione di asfalto, cemento, cortili interni e capannoni crea una superficie continua che assorbe calore durante il giorno e lo rilascia lentamente. Questo fenomeno, noto come isola di calore, è aggravato dall’assenza di ombreggiamento e dalla limitata presenza di suolo naturale. Le piazze con pavimentazioni dure e poca ombra mostrano anomalie termiche chiare nelle immagini LST, un indicatore utilizzato per mappare le aree urbane più calde. Le superfici artificiali e la mancanza di vegetazione sono i principali fattori che alimentano l’isola di calore. In quartieri come Lamarmora, il calore non si disperde facilmente, con differenze termiche che raggiungono fino a 5°C rispetto alle aree meno urbanizzate. Questo impatto si fa sentire soprattutto durante le ondate di calore, quando le temperature si mantengono elevate per lungo tempo.
Le conseguenze del calore urbano
Le condizioni di microclima alterato portano a un aumento della percezione di caldo e a un ristagno dell’aria. In zone come Stazione–via Corsica, la presenza di infrastrutture ferroviarie, traffico costante e superfici artificiali contribuisce a un accumulo termico significativo. La mancanza di una rete meteorologica urbana adeguata rende difficile misurare con precisione le variazioni termiche in diversi quartieri. La strategia climatica di Brescia non è completa, poiché manca una rete di monitoraggio urbano capillare. Per colmare questa lacuna, progetti nazionali come MIRIFICUS, coordinati da CNR-IBE e ISPRA, utilizzano dati satellitari e mappe di consumo di suolo per analizzare le anomalie termiche delle città. Brescia, pur avendo già iniziato una strategia di transizione climatica, ha bisogno di strumenti di monitoraggio più capillari per rendere misurabile l’effetto delle azioni di mitigazione.
Le analisi SUHI, condotte su diverse città italiane, mostrano che i quartieri direzionali e commerciali con edifici verticali e poca ombra naturale presentano anomalie termiche significative. A Brescia, il centro storico e le aree industriali come San Polo confermano un quadro simile: superfici artificiali, poca vegetazione e infrastrutture che contribuiscono all’accumulo di calore. Questi dati rappresentano un importante strumento per pianificare interventi di mitigazione e migliorare il comfort termico per i cittadini.
- Via Milano: hotspot termico con superfici continue e scarsa vegetazione.
- Zona Stazione–via Corsica: complessità infrastrutturale e traffico costante.
- Lamarmora: accumulo termico notturno e mancata dispersione del calore.
