22 Paesi UE chiedono controlli alle frontiere, Sánchez accusa ignoranza e interessi politici
22 Paesi Ue chiedono controlli alle frontiere, Sánchez accusa ignoranza e interessi politici

22 Paesi membri dell’Unione europea hanno chiesto una riunione urgente dei ministri degli Interni per valutare il ritorno di controlli alle frontiere esterne, in seguito alla crisi migratoria a Ceuta. La richiesta, promossa dall’Italia e firmata anche dalla Germania, è stata accolta positivamente dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha confermato l’organizzazione di una videoconferenza per fare il punto sulla situazione. Intanto, il presidente spagnolo Pedro Sánchez ha accusato i Paesi europei di agire con “ignoranza e interessi politici”, sostenendo che le misure adottate non rispettano il diritto europeo e la solidarietà tra gli Stati membri.
Frontiere e sicurezza: una richiesta congiunta
La lettera, inviata ai vertici dell’Unione europea, sottolinea l’urgenza di una risposta coordinata per prevenire l’immigrazione irregolare e i movimenti secondari. I 22 leader firmatari, tra cui l’Italia e la Danimarca, hanno espresso la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere interne e di valutare la reintroduzione temporanea di misure di controllo. La presidente von der Leyen ha accolto la richiesta, sottolineando che la maggior parte dei migranti che hanno raggiunto Ceuta sono tornati in Marocco e che il sistema di controllo dei confini è efficace ma deve essere ulteriormente rafforzato. La Spagna ha sottolineato che la sua politica di regolarizzazione non ha contribuito al problema. Ha anche ricordato che il numero di ingressi illegali in Spagna è inferiore a quello registrato in Italia negli ultimi anni, e che la maggior parte dei migranti che hanno raggiunto Ceuta sono tornati in Marocco.
La posizione di Sánchez: accuse e difesa
Il presidente spagnolo Pedro Sánchez ha risposto con una lettera alle istituzioni europee, denunciando l’atteggiamento “egoista” di alcuni governi che hanno chiesto l’esclusione temporanea della Spagna dall’area Schengen. Sánchez ha sottolineato che la Spagna non è responsabile della crisi migratoria e che la sua politica di regolarizzazione non ha contribuito al problema. La crisi migratoria non è un problema unicamente spagnolo, ma una questione di responsabilità condivisa tra tutti gli Stati membri. La Spagna ha anche sottolineato che non è stata in grado di proteggere i confini esterni dell’Unione, ma ha fornito dati per dimostrare che il numero di ingressi illegali è stato ridotto.

La lettera di Sánchez ha espresso preoccupazione per la reazione di alcuni governi europei, che secondo lui sono motivati da pregiudizi, notizie false o interessi politici. Ha sottolineato che la crisi migratoria non è un problema unicamente spagnolo, ma una questione di responsabilità condivisa tra tutti gli Stati membri. La Spagna ha anche sottolineato che non è stata in grado di proteggere i confini esterni dell’Unione, ma ha fornito dati per dimostrare che il numero di ingressi illegali è stato ridotto.
La crisi migratoria a Ceuta ha visto un aumento significativo del numero di migranti che hanno raggiunto l’enclave spagnola da Marocco. La Francia ha aumentato i controlli sul confine con la Spagna, mentre l’Italia e la Danimarca hanno proposto la sospensione temporanea del trattato di Schengen. La Germania, insieme all’Italia, ha sostenuto la richiesta di una riunione urgente per valutare le misure di controllo.
