La guerra del petrolio: Houthi e tensioni tra Golfo e Mediterraneo

Tensioni geopolitiche per la navigazione nel Mar Rosso e il Golfo, con attacchi a petroliere e alternative di esportazione.

Petroliere in navigazione nel Mar Rosso, con tensioni tra Houthi e Arabia Saudita, attacchi e alternative di esportazione
Petroliere in navigazione nel Mar Rosso, con tensioni tra Houthi e Arabia Saudita, attacchi e alternative di esportazione

La guerra del petrolio: Houthi e tensioni tra Golfo e Mediterraneo

Da Hormuz a Bab al-Mandab, la guerra del petrolio si fa sempre più intensa. Gli Houthi dello Yemen, in risposta a quanto definiscono un “assedio” da parte dell’Arabia Saudita, hanno imposto un blocco navale all’Arabia Saudita nel Mar Rosso, ostacolando la navigazione e aumentando i costi per le esportazioni di petrolio. L’Arabia Saudita ha negato tale accusa, ma i fatti non si fermano lì. Da luglio a oggi, il numero di petroliere prese di mira è salito a 8, con un impatto significativo sul traffico marittimo e sull’economia globale.

La navigazione nel Mar Rosso è diventata un bersaglio strategico. Nel 2024, 4,1 miliardi di barili di petrolio greggio sono transitati attraverso lo stretto, pari al 5% del totale mondiale. Lo stretto, largo 18 miglia nel punto più ristretto, limita il traffico da e verso Suez, e la sua chiusura potrebbe mettere a rischio circa 6 milioni di barili al giorno. I costi di navigazione, in termini assicurativi e di carburanti, stanno aumentando, con conseguenze dirette sull’Europa e sull’Asia.

Le rotte marittime e la geopolitica del petrolio

La questione attiene la geopolitica delle rotte, dal momento che una qualsiasi interruzione a Bab al-Mandab minaccia una delle poche rotte rimaste per le esportazioni di petrolio del Golfo per aggirare il blocco di Hormuz. Gli Houthi, con i loro attacchi, non solo ostacolano la navigazione, ma anche la stabilità economica globale. I ribelli hanno dichiarato che gli attacchi contro le petroliere saudite nel Mar Rosso settentrionale non cesseranno, con l’obiettivo di bloccare le rotte di accesso marittimo e impedirne il passaggio.

La guerra del petrolio ha conseguenze economiche e geopolitiche profonde. L’Arabia Saudita, pur negando l’assedio, ha visto aumentare i costi del petrolio, con prezzi che tornano sopra i 100 dollari. Per ovviare a questa situazione, si stanno verificando contromosse, come il passaggio di petroliere saudite attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb con il transponder spento. Questa soluzione, pur rischiosa, potrebbe essere adottata nelle prossime settimane, ma comporta un aumento dei rischi per la navigazione.

Alternative di esportazione e scenari futuri

Pur non avendo la capacità di compensare completamente la chiusura dell’oleodotto di Hormuz, una delle alternative prende il nome di Petroline, l’oleodotto East-West Pipeline gestito da Aramco. Lungo 1.200 km, parte da Abqaiq fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso, il gasdotto è stato costruito nel 1981 e ha una capacità di trasporto fino a 7 milioni di barili al giorno. L’Arabia Saudita sta valutando l’ampliamento della capacità, ma il progetto è stato ritardato da attacchi di droni nel 2019.

Le alternative di esportazione sono in fase di studio, ma non risolvono completamente la crisi. Gli Emirati Arabi Uniti, a differenza dell’Arabia Saudita, non hanno un’alternativa a Hormuz e stanno valutando una dipendenza totale da questa rotta. Due ipotesi sono in discussione: un oleodotto per raddoppiare le esportazioni attraverso Fujairah e la costruzione di due terminal in acque profonde da parte di DP World e l’Autorità Portuale di Fujairah. Questi progetti potrebbero offrire una soluzione temporanea, ma non risolvono la complessità della situazione.

La guerra del petrolio non si ferma, e le rotte marittime restano un punto critico per l’economia globale. La tensione tra Houthi e Arabia Saudita, insieme alle alternative di esportazione, segnano un momento di profonda instabilità geopolitica e economica. La navigazione nel Mar Rosso e nel Golfo rimane un tema cruciale, con conseguenze dirette su prezzi, sicurezza e relazioni internazionali.