Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito

Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito

Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito
Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso forte irritazione per la carenza di missili e attrezzature militari, accusando i media di diffondere fake news e mettendo in discussione la gestione del Dipartimento della Difesa da parte di Pete Hegseth. La situazione si è intensificata la scorsa settimana, quando Trump ha chiesto spiegazioni a Hegseth sulla grave scarsità di armamenti, secondo quanto ricostruito dal Washington Post. L’ira del presidente è emersa durante una riunione di governo a Camp David, dove ha espresso senza mezzi termini il suo disappunto per la situazione. La guerra contro l’Iran ha messo a dura prova le riserve di missili intercettori, con l’uso di quasi l’80% delle scorte di Thaad e quasi la metà dei Patriot, secondo la CNN.

Trump smentisce allarmi su carenza missili

Nonostante i dati di utilizzo dei missili, Trump ha smentito le preoccupazioni, affermando che gli Stati Uniti “possiedono enormi quantità di munizioni”, in particolare di alcune tipologie, e che “grandi quantità sono prodotte e spedite negli USA secondo necessità”. Il presidente ha utilizzato il suo social Truth per contestare le ricostruzioni che vedrebbero Hegseth come bersaglio diretto della sua ira. In un post del mattino, ha scritto che le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del Paese, e che i “responsabili” delle dichiarazioni sulla scarsità di missili saranno “braccati” e “soggetti a lunghe pene detentive”.

La carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea ha contribuito alla decisione di Trump di rinunciare, negli ultimi giorni, a lanciare nuovi attacchi su vasta scala contro Teheran. Secondo un’analisi di diversi media, gli Stati Uniti hanno utilizzato praticamente tutte le loro scorte di Atacms e di Precision Strike Missiles durante l’operazione Epic Fury, la fase che va da fine febbraio ad aprile. Tuttavia, le preoccupazioni maggiori riguardano il numero di intercettori Patriot e Thaad, utilizzati a una velocità ben superiore a quella con cui l’industria riesce a rimpiazzarli.

Le riserve di missili sono drasticamente calate, con un calo che ha portato a livelli “pericolosamente bassi” per alcuni sistemi. Un rapporto del Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato che, prima dell’inizio della guerra, gli Stati Uniti disponessero di 2.330 Patriot, cifra scesa a un intervallo compreso tra 759 e 827 unità alla fine di luglio, mentre prima del conflitto gli USA avevano 452 intercettori Thaad, calati a 234-278 al 27 luglio. Potrebbe essere necessario attendere almeno fino alla metà del 2029 per ripristinare i livelli di pre-bellici per entrambi i sistemi.

La difesa di Hegseth e le reazioni ufficiali

Nonostante le accuse, Trump ha espresso nel pomeriggio il suo sostegno a Hegseth, definendo le fake news come “voci false e del tutto infondate”. Ha anche lodato il lavoro del capo Pentagono, affermando di essere “estremamente soddisfatto” del suo impegno. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito la situazione una “fake news al 100%”, sottolineando la fiducia del presidente in Hegseth. La stessa fonte ha riferito che Hegseth si sarebbe difeso attribuendo la responsabilità della situazione al suo vice, Stephen Feinberg.

La guerra ha messo a dura prova le risorse militari, con un impatto significativo sulle scorte di missili e intercettori. Intanto, in attesa dell’ufficializzazione dell’accordo tra Iran e Oman sull’apertura dello Stretto di Hormuz, i corridoi settentrionale e meridionale saranno chiusi, ha riferito Fars News, in base a fonti di Teheran. Tutto il traffico marittimo, inoltre, “confluirà successivamente nel corridoio centrale: l’Iran gestirà l’ingresso, mentre Iran e Oman gestiranno congiuntamente l’uscita”.