Investimenti da 740 milioni per la Valtellina, 340 milioni per la ferrovia di Lecco
Infrastrutture in Valtellina e Lecco: 740 milioni per opere, 340 milioni per potenziamento ferroviario

Il 4 agosto 2026, a Palazzo Muzio, si è presentato un quadro di investimenti infrastrutturali che coinvolge la Valtellina e la provincia di Lecco, con un totale di 740 milioni di euro destinati a opere di rilevanza regionale. Tra i progetti più significativi, la tangenziale di Tirano, aperta al traffico, e un piano di interventi che punta a migliorare la regolarità del servizio ferroviario e ridurre i tempi di percorrenza. A Lecco, invece, sono previsti 340 milioni per il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Lecco-Sondrio-Tirano, con obiettivo di ridurre i rallentamenti e migliorare la mobilità. L’evento ha visto la partecipazione di enti regionali, locali e nazionali, tra cui Anas, Simico, Rfi e il Parco dello Stelvio.
Investimenti per la Valtellina e il Lario
La Valtellina è al centro di un piano di interventi che vede destinati circa 740 milioni di euro, di cui 71,5 milioni di risorse regionali. Tra i progetti più importanti, la variante di Tirano, la tangenziale sud di Sondrio, il nodo di Castione Andevenno e la nuova galleria di Bema. L’obiettivo è migliorare la fluidità del traffico e ridurre i tempi di percorrenza, non solo per i residenti, ma anche per i flussi turistici. L’orizzonte per la conclusione di queste opere è fissato al 2028, con alcuni interventi già in corso o in fase di programmazione.
La tangenziale sud di Sondrio, finanziata da Anas con oltre 52 milioni, andrà a gara in autunno con fine lavori stimata nella prima metà del 2028: servirà a sciogliere il nodo del passaggio a livello che oggi condiziona la Statale 38 a Montagna in Valtellina. Lo svincolo di Castione Andevenno, il cosiddetto nodo della Sassella, vale 21,4 milioni, con aggiudicazione prevista entro l’estate e cantiere nel 2027. La galleria di Bema, 22,5 milioni quasi interamente regionali, è in costruzione da marzo e dovrà superare il versante franoso che dal 1987 condiziona l’accesso al paese.
La ferrovia di Lecco: un progetto a binario unico
La linea ferroviaria che parte da Lecco e si estende verso la Valtellina è al centro di un piano di interventi che prevede 340 milioni di euro. L’obiettivo è la soppressione dei passaggi a livello, la realizzazione di nuove sedi di incrocio e il potenziamento dell’infrastruttura. La linea, a binario unico, è conosciuta dai pendolari lecchesi e ha visto l’avvio di uno studio di fattibilità per i raddoppi selettivi tra Lecco e Tirano. La complessità del sistema ferroviario ha reso necessario un intervento mirato per migliorare la regolarità del servizio.
Due calendari paralleli si sviluppano lungo la stessa direttrice: da un lato, la Valtellina si prepara alla conclusione delle opere principali entro il 2028, mentre sulla Statale 36, che collega la Brianza al lago di Como, il completamento della terza corsia tra Giussano e Civate è slittato alla seconda metà del 2027. Le ordinanze Anas continuano ad arrivare su alcuni tratti, e il pacchetto di opere annunciato per il territorio sfiora il miliardo di euro senza essere ancora pienamente in cantiere.
La strada statale 36, che attraversa il Trivio di Fuentes, è legata al suo ruolo come collegamento tra due province e due traffici.
Il quadro presentato a Sondrio ha visto la partecipazione di diversi enti, tra cui la Regione Lombardia, Anas, Simico, Cal e il Parco dello Stelvio. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Massimo Sertori, ha sottolineato l’importanza di interventi che dimostrino la compattezza del territorio. L’evento ha rappresentato un momento di confronto e pianificazione per il futuro delle infrastrutture in una regione che ha sempre visto l’investimento come chiave per lo sviluppo economico e sociale. La tangenziale di Tirano, aperta al traffico il 4 agosto, è uno degli interventi più significativi lasciati in eredità dai Giochi di Milano Cortina. L’obiettivo a lungo termine è la realizzazione della Super, un collegamento continuo e veloce da Ardenno all’Alta Valle. L’interesse per la Valtellina e il Lario si riflette in un piano di investimenti che punta a migliorare la mobilità e la qualità della vita per i residenti, nonché a supportare i flussi turistici, un settore chiave per l’economia regionale.
