Alberto Stasi e Andrea Sempio: due destini giudiziari in bilico
Due casi di errore giudiziario e detenzione illegittima in Garlasco: possibili risarcimenti e nuove indagini.

Alberto Stasi e Andrea Sempio, due uomini legati al delitto di Garlasco, si trovano ora in situazioni giudiziarie diverse ma interconnesse. Stasi, condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, potrebbe vedersi revocare la condanna grazie a una revisione del processo. Sempio, invece, è al centro di una nuova indagine che potrebbe portare a un processo e a una condanna. La situazione si complica ulteriormente con la possibilità di un risarcimento da parte dello Stato, che potrebbe raggiungere cifre milionarie.
Errore giudiziario e detenzione illegittima
Secondo l’articolo 643 del Codice di Procedura Penale, l’errore giudiziario si verifica quando una persona viene condannata con sentenza definitiva e solo in seguito, grazie a una revisione, viene riconosciuta innocente. In questo caso, la riparazione non ha limiti massimi e deve tenere conto della durata della pena e delle conseguenze morali, psicologiche e economiche. L’ingiusta detenzione, invece, riguarda situazioni in cui una persona è stata sottoposta a custodia cautelare illegittima e poi assolta. In entrambi i casi, lo Stato è tenuto a corrispondere un indennizzo.
Lo Stato potrebbe dover versare a Stasi una somma milionaria.
Secondo TgCom24, lo Stato italiano potrebbe dover versare a Stasi una somma milionaria. La detenzione, che ha superato i tremilacinquecento giorni, potrebbe comportare un risarcimento tra 2,19 e 3,65 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono i danni morali e psicologici, stimati tra 500mila e 1,5 milioni di euro, le spese legali (200mila a 500mila euro) e la restituzione del risarcimento già versato alla famiglia Poggi (circa 850mila euro). In totale, si parla di un risarcimento che potrebbe raggiungere sei milioni e mezzo di euro.
Non è il primo caso in cui lo Stato deve far fronte a errori giudiziari. Secondo i dati del sito errorigiudiziari.com, dal 1991 al 31 dicembre 2024 si sono registrati 31.949 casi, con un esborso complessivo che sfiora il miliardo di euro. Il caso più grave nella storia italiana è quello del pastore sardo Beniamino Zuncheddu, condannato all’ergastolo nel 1991 e assolto nel 2024 dopo oltre 32 anni di carcere.
Le indagini su Andrea Sempio
Per Andrea Sempio, invece, il quadro è legato agli indizi raccolti in questi mesi. Tra quelli noti ci sono la compatibilità con il DNA trovato sulle unghie della vittima, l’impronta 33 sulle scale e il nodo dello scontrino di Vigevano, indicato come falso alibi. Tutti elementi che la difesa contesta e che dovranno reggere al vaglio di un eventuale processo. Secondo quanto emerge, i carabinieri e la Procura avrebbero raccolto anche altri indizi, compresi elementi scientifici rimasti finora coperti dal segreto. Le indagini avrebbero inoltre individuato un possibile movente, escludendo alcune piste suggestive circolate negli ultimi mesi.
Per processare e condannare Sempio serviranno prove fortissime.
Il punto resta uno: dopo quasi 19 anni, per processare e soprattutto condannare un nuovo imputato serviranno prove fortissime. Non basteranno suggestioni, né riletture parziali. Servirà un impianto capace di sostenere un processo intero. E se finisse senza colpevoli? Il passaggio più delicato riguarda il rapporto tra i due destini giudiziari. Stasi e Sempio non si conoscevano e, secondo la stessa impostazione degli inquirenti pavesi, l’uno esclude l’altro. Non si andrebbe quindi verso l’ipotesi di un omicidio in concorso. In teoria, Stasi potrebbe essere prosciolto anche se Sempio venisse assolto. Sarebbe lo scenario più clamoroso: nessun colpevole definitivo per il delitto di Chiara Poggi.
