Il depuratore di Montappone: la Regione non si ferma, Cesetti chiede intervento
La Regione Marche conferma il depuratore a Montappone, mentre Cesetti PD chiede intervento per tutelare il territorio.
La Regione Marche conferma la sua posizione sull’impianto di depurazione in contrada Spazzi a Montappone, nonostante le proteste di residenti, comuni e istituzioni locali. Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti ha ribadito la sua contrarietà al progetto e ha annunciato l’imminente deposito di una mozione per chiedere l’intervento formale della Giunta regionale. La decisione della Regione, comunicata durante l’interrogazione in Consiglio regionale, non ha aperto spiragli a un ripensamento, nonostante le preoccupazioni sollevate da diversi attori locali.
Un fronte di opposizione crescente
La contestazione del depuratore si è intensificata negli ultimi mesi, con un fronte di opposizione che include non solo i residenti e i comitati, ma anche istituzioni locali come il Consiglio comunale di Montappone. A luglio, il Consiglio comunale ha espresso all’unanimità la propria contrarietà alla realizzazione dell’impianto nel sito individuato, chiedendo di valutare soluzioni alternative. L’opposizione è stata ulteriormente rafforzata dalle considerazioni emerse durante l’incontro pubblico del 13 ottobre scorso, quando il presidente dell’AATO 4 Marche Centro Sud e sindaco di Francavilla d’Ete, Nicolino Carolini, ha espresso perplessità sull’attuale percorso progettuale, invitando la Tennacola a svolgere ulteriori verifiche sulla fattibilità dell’intervento e sui possibili rischi connessi all’area prescelta.
La Regione non ha aperto spiragli a un ripensamento, nonostante le preoccupazioni sollevate da diversi attori locali. La risposta della Giunta regionale, affidata all’assessore Tiziano Consoli, ha confermato la volontà di proseguire nell’iter dell’opera, senza aprire spiragli a un ripensamento. Questa posizione ha suscitato amarezza tra chi, da mesi, si batte contro il progetto e sperava in una presa di posizione diversa da parte dell’ente regionale.
La sicurezza del territorio e la tutela idrogeologica
Il nodo centrale della contestazione riguarda la sicurezza del sito e la tutela dell’assetto idrogeologico. I cittadini richiamano la vicinanza dell’area a zone caratterizzate da criticità idrogeologiche e la presenza, nelle immediate vicinanze, di abitazioni, scuole, strutture sportive e luoghi frequentati quotidianamente dalla popolazione. Elementi che devono indurre a una rivalutazione complessiva del progetto. Cesetti ha ribadito che la Regione non può restare a guardare. Ha annunciato l’imminente deposito di una mozione per impegnare formalmente la Giunta a intervenire sulla vicenda. «Abbiamo invocato le precise prerogative che la legge regionale n. 30 del 2011 assegna all’ente, ovvero l’attività di controllo sulla gestione del servizio idrico integrato, fino alla nomina, se necessaria, di un commissario ad acta. La tutela dell’assetto idrogeologico e la sicurezza del territorio rappresentano un interesse pubblico primario. Per questo motivo continueremo a chiedere che si fermino i lavori e si individui una collocazione alternativa idonea e sicura», ha dichiarato il consigliere.
A questo punto, però, Cesetti ha espresso l’aspettativa che il sindaco di Montappone faccia sentire con forza la propria voce presso la Regione Marche, facendosi portavoce della volontà della sua comunità. La situazione rimane in sospeso, con la Regione che conferma la sua posizione e i cittadini che continuano a chiedere una rivalutazione del progetto. La vicenda del depuratore di Montappone rappresenta un caso emblematico di conflitto tra sviluppo e tutela del territorio, con implicazioni che vanno ben al di là dell’ambito tecnico.
