La crescita spagnola non è un modello: il Pil pro-capite cresce meno dell’Italia
La Spagna cresce meno dell’Italia nonostante un aumento del Pil pro-capite. Dati macroeconomici e analisi del modello Sanchez.

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La Spagna, spesso vista come un modello di crescita economica, si rivela in realtà in grado di registrare un Pil pro-capite inferiore a quello italiano, nonostante un aumento significativo del numero di abitanti. I dati del periodo 2019-2025 mostrano una crescita del Pil nominale del 28,4% in Spagna, contro il 26,6% in Italia. Tuttavia, quando si considera la crescita reale, il Pil pro-capite spagnolo si attesta a un incremento del 5%, mentre in Italia si registra un aumento del 8,84%. Questo contrasto mette in luce una realtà diversa da quella che si potrebbe pensare, basandosi solo sui numeri superficiali.
Immigrazione e crescita: un effetto non sempre positivo
La crescita della popolazione spagnola, in gran parte dovuta all’immigrazione, ha contribuito al Pil in aumento. Tra il 2019 e il 2025, la Spagna ha visto un incremento di 2,26 milioni di abitanti, mentre l’Italia ha registrato un calo di 700.000. Tuttavia, l’effetto di questa crescita non si traduce in un miglioramento del benessere pro-capite. Gli immigrati, pur aumentando la domanda di beni e servizi, non hanno generato un incremento significativo del valore aggiunto per abitante. Inoltre, molti di loro sono impiegati in settori poco produttivi, limitando l’effetto positivo sulla crescita reale.
La crescita spagnola non è il frutto di un modello economico particolarmente efficace, ma piuttosto del semplice aumento del numero di abitanti. Questo effetto, pur positivo in termini di PIL totale, non si traduce in un miglioramento del benessere individuale. L’immigrazione, se non accompagnata da una crescita della produttività, non genera un effetto positivo sull’economia reale.
Il deflatore e la crescita reale: un dato cruciale
Il deflatore, che misura l’inflazione interna e permette di calcolare la crescita reale del Pil, rivela una differenza tra i due Paesi. In Spagna, il deflatore è stato del 23,5%, mentre in Italia si attesta al 17,8%. Questo significa che la crescita reale spagnola è stata dell’11,1%, contro il 7,4% italiano. Tuttavia, quando si considera la crescita pro-capite, il quadro cambia. In Spagna, il Pil pro-capite nominale è cresciuto del 28,4%, ma al netto del deflatore, la crescita reale è solo del 5%. In Italia, invece, la crescita reale del Pil pro-capite è del 8,84%, un dato significativamente superiore.
La crescita spagnola, quindi, non è il frutto di un modello economico innovativo, ma piuttosto del semplice aumento del numero di abitanti. Questo effetto, pur positivo in termini di PIL totale, non si traduce in un miglioramento del benessere individuale. L’immigrazione, se non accompagnata da una crescita della produttività, non genera un effetto positivo sull’economia reale. La crescita spagnola, sebbene abbia registrato un aumento del Pil, non ha portato a un miglioramento del benessere pro-capite. Il modello basato sull’immigrazione non ha generato un incremento significativo del valore aggiunto per abitante. Anzi, la produttività in Spagna appare inferiore rispetto a quella italiana. Questo fenomeno è dovuto al fatto che molti immigrati sono impiegati in settori non produttivi, limitando l’effetto positivo sulla crescita reale.
