Currencies face divergent paths, investors adapt to manage FX risk
Investors navigate rising FX volatility by diversifying and selectively hedging currency exposure.
Con un aumento della volatilità dei cambi superiore alla media, gli investitori devono gestire il rischio di cambio nei loro portafogli. Molti si concentrano su un orizzonte temporale più lungo e cercano la crescita del capitale, riducendo quindi la copertura su parte del rischio di cambio o rimanendo non coperti. Al contempo, le valute emergenti come il rupiah indonesiano e il yen giapponese mostrano una maggiore volatilità, mentre il dollaro di Singapore e la franchia svizzera si rivelano più resistenti. La gestione del rischio di cambio diventa cruciale, soprattutto in un contesto di divergenze crescenti tra le valute globali.
Strategie di gestione del rischio di cambio
La diversificazione delle esposizioni valutarie è una pratica chiave per mitigare i rischi. Gli investitori, in particolare quelli a lungo termine, tendono a non coprire ogni movimento di cambio, preferendo una strategia più flessibile. Al contrario, gli investitori a breve termine o con obiettivi definiti potrebbero richiedere una gestione attiva del cambio. “L’obiettivo non è eliminare del tutto il rischio di cambio, ma assicurare che nessuna singola valuta abbia un impatto eccessivo sul portafoglio”, ha spiegato Christopher Wong, stratega valutario presso OCBC.
Un comune strumento di gestione del rischio è l’opzione su valuta, soprattutto in periodi di elevata incertezza. Questi strumenti offrono protezione contro le variazioni negative del cambio, ma permettono agli investitori di beneficiare dei miglioramenti positivi. “Le opzioni offrono flessibilità, a differenza dei contratti a termine, che fissano un tasso di cambio”, ha detto Saktiandi Supaat, capo della ricerca valutaria presso Maybank Securities. Tuttavia, i costi delle opzioni aumentano in periodi di maggiore volatilità, riducendo potenzialmente il rendimento netto se la copertura non è necessaria.
Le valute da monitorare
Le valute globali seguono percorsi diversi, guidati da differenze nelle politiche monetarie, nella credibilità fiscale, nei bilanci esterni e nei prospetti di crescita interna. Il dollaro statunitense, ad esempio, ha visto un calo significativo nel 2025, seguito da un rimbalzo in seguito a un ottimismo economico. Il yen giapponese, invece, ha registrato una forte volatilità, perdendo quasi tutti i guadagni registrati nel 2025. Al contrario, il dollaro di Singapore e la franchia svizzera si sono rivelati più stabili. Gli esperti sottolineano l’importanza di diversificare le esposizioni, evitando di concentrare troppo su una singola valuta.
La gestione del rischio di cambio richiede una strategia personalizzata, in base agli obiettivi del portafoglio e al profilo di rischio dell’investitore. La scelta tra copertura totale, parziale o nessuna dipende da vari fattori, tra cui la durata dell’investimento, la volatilità attesa e i costi di gestione. In un contesto di maggiore incertezza, la flessibilità e la diversificazione diventano strumenti essenziali per proteggere i rendimenti e ridurre i rischi associati alle variazioni del cambio.
Per gli investitori in obbligazioni, la gestione del rischio di cambio è particolarmente critica. Un rendimento annuale del 5% su un obbligazione può essere completamente annullato da una deprezzazione simile della valuta sottostante. Per questo motivo, molti investitori in obbligazioni preferiscono coprire gran parte o addirittura tutta l’esposizione estera. Al contrario, gli investitori in azioni tendono a non coprire del tutto il rischio di cambio, soprattutto se si aspettano un apprezzamento della valuta o se i costi di copertura sono elevati.
