US Treasury Secretary Bessent supports yen intervention as Japan and US seek to stabilize currency
US and Japan intervene to support yen amid depreciation, as Bessent calls for $5-10 billion purchase
Il 2 agosto 2026, il Tesoro degli Stati Uniti e il Giappone hanno lanciato un’azione congiunta per sostenere il yen, con il segretario del Tesoro Scott Bessent che ha espresso il desiderio di acquistare fino a 10 miliardi di dollari di yen. L’intervento, che include acquisti diretti del yen e pressioni su banche e mercati, mira a contrastare la deprezzazione della valuta giapponese, che ha dato vantaggio commerciale al Paese ma ha suscitato preoccupazioni per l’inflazione e la stabilità globale. La decisione segue un periodo di pressione sul yen, che ha toccato livelli non visti dal 1986, causando allarme a Tokyo per i costi crescenti delle importazioni.
Intervento congiunto e supporto istituzionale
Il governo giapponese e la Banca del Giappone hanno intervento sul mercato per acquistare yen durante le sessioni di trading a New York, con un volume che potrebbe rappresentare il più grande intervento singolo nella storia del Paese. Secondo fonti anonime, il Giappone ha acquistato yen e venduto dollari statunitensi, mentre il Federal Reserve Bank of New York ha svolto operazioni a nome del Tesoro americano. L’intervento è stato accompagnato da dichiarazioni di Bessent, che ha espresso preoccupazioni per la deprezzazione del yen e ha incluso una nota su un foglio di lavoro durante un incontro a Camp David.
La posizione di Bessent e il ruolo del Tesoro
Scott Bessent, con la sua esperienza nel settore dei fondi di investimento, ha sottolineato che il yen è troppo debole e ha espresso la necessità di interventi diretti per stabilizzarlo. Il Tesoro statunitense, tuttavia, non ha commentato immediatamente le richieste di commento, mentre i funzionari del Ministero delle Finanze giapponese non hanno fatto dichiarazioni a Tokyo. Bessent ha anche riconosciuto il ruolo di Satsuki Katayama, ministro delle Finanze giapponese, come un esperto di mercati e ha espresso fiducia nella cooperazione tra i due Paesi.
La deprezzazione del yen ha reso il Giappone più competitivo nei confronti degli Stati Uniti, ma ha anche alimentato l’inflazione e creato tensioni con il presidente Trump, che ha espresso preoccupazioni per il vantaggio commerciale del Paese. L’intervento congiunto potrebbe portare a un rafforzamento del yen, ma i mercati restano cauti. Secondo alcuni analisti, l’effetto dell’intervento potrebbe essere limitato senza un sostegno significativo sui tassi d’interesse.
La Banca del Giappone ha mantenuto i tassi invariati, ma ha aperto la porta a possibili aumenti futuri, senza dare segnali chiari. La cooperazione tra Washington e Tokyo rappresenta un passo significativo per stabilizzare il yen. Tuttavia, i rischi di una volatilità persistente rimangono. La sostenibilità a lungo termine dipende da fattori macroeconomici complessi. L’intervento ha suscitato reazioni positive tra alcuni analisti, ma la stabilità del yen continuerà a dipendere da dinamiche globali e politiche monetarie.
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